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Costi della politica, Umberto Del Basso De Caro e le occasioni mancate

Scritto da il 7 gennaio 2012 alle 19:26 e archiviato sotto la voce Politica, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Il Vicecapogruppo del PD in Consiglio Regionale, on. Umberto Del Basso De Caro, interviene in merito alla discussione sui tagli ai costi della politica e sui mancati interventi in favore delle categorie di cittadini più disagiate.
“Il vivace dibattito di questi giorni sui costi della politica ha avuto una plastica eco in Consiglio Regionale, all’atto dell’approvazione della finanziaria Regionale.
Con altri colleghi – afferma infatti De Caro – mi ero fatto promotore della presentazione di emendamenti che, nel contenere la spesa dell’Ente, prevedevano interventi a favore di categorie meno protette.
In particolare era stato proposto di azzerare tutti gli incarichi di consulenza esterna della stessa Regione, delle Fondazioni da essa costituite, degli Enti strumentali e delle società partecipate. Inoltre, sempre a partire dal primo gennaio, si proponeva la cessazione di tutti gli incarichi di dirigenti esterni di staff dell’Ufficio di Presidenza. Con altro emendamento si prevedeva, sempre da inizio anno, di utilizzare solo l’Avvocatura Regionale, senza ricorso a legali esterni, in tutti i giudizi nei quali la Regione Campania è parte. Anche perché la stessa Avvocatura ha uno staff di ben 61 professionisti.
Caldoro, la sua Giunta e, con qualche mugugno la sua maggioranza – sostiene l’esponente PD – hanno respinto gli emendamenti che avrebbero consentito non pochi risparmi nella gestione dell’Ente e che avrebbero consentito di dirottare risorse su ambiti qualificanti di interventi di politica di solidarietà sociale da parte della Regione.
Avevamo proposto, a tale riguardo, sempre con emendamento del gruppo PD, interventi per circa quattrocentomila euro in favore dei ciechi civili, diecimila in tutta la Campania , per interventi finalizzati alla equiparazione sociale, all’istruzione e la formazione professionale, al diritto allo studio e per la trascrizione di testi scolastici per alunni non vedenti.
Altro intervento era stato chiesto a favore dei sordomuti presenti in regione Campania.
Le due questioni, il contenimento dei costi della macchina regionale e la spesa in favore dei più svantaggiati, camminano di pari passo: a ciò è stato opposto un secco rifiuto.
Sembra, dunque, del tutto fuori luogo – sottolinea De Caro – l’enfasi con cui Caldoro sottolinea la proposta di patto Stato regioni per il rilancio del meridionalismo. Segnali di inversione di tendenza nel contenimento della spesa il bilancio non ne prevede, vista la bocciatura dei due emendamenti citati. Inversioni di tendenza nelle politiche sociali nemmeno, dati i mancati interventi rispetto due categorie particolarmente deboli. Quindi anche le politiche di rilancio dello sviluppo e dell’occupazione sono totalmente assenti dal bilancio. Si poteva, e doveva operare da tempo. Non ricominciare ad attendere l’intervento dello Stato.
Su un quinto emendamento, approvato, riguardante interventi a sostegno delle politiche per i territori montani e dei lavoratori impegnati, circa 4000 soprattutto nelle aree interne della regione, la Giunta ha dovuto cedere facendo ricorso a quei fondi Fas che, normalmente, non riesce a spendere e che la Campania rischia seriamente di perdere.
Caldoro – conclude De Caro – oggi propone un patto Stato regioni per lo sviluppo del mezzogiorno utilizzando corsie preferenziali per il ricorso ai finanziamenti europei. Non è credibile, dato che in circa due anni i fondi europei a disposizione della Regione hanno praticamente dormito, che nessuna azione positiva per il loro utilizzo è stata messa in campo e che, vedi le politiche di solidarietà sociale, la maggioranza di centro destra dimentica i cittadini più svantaggiati a cui andrebbe prestata maggiore attenzione. Per trasformare gli sprechi “istituzionali” in occasioni per chi ha meno.

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