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Alla Fondazione ‘Romano’ conversazione con Piero Mastroberardino

Scritto da il 6 aprile 2012 alle 18:21 e archiviato sotto la voce Attualità, Foto. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Alla Fondazione ‘Romano’ conversazione con Piero Mastroberardino

Mercoledì 11 aprile, alle ore 18.30, la Fondazione “Gerardino Romano”, sede sociale in piazzetta G. Romano, n. 15, Telese Terme (BN), ospiterà il prof. Piero Mastroberardino, docente di Discipline economico-aziendali presso l’Università di Foggia. All’incontro, coordinato dal prof. Felice Casucci, sarà presentato il romanzo d’esordio: “Umano errare”, Albatros Editore, Roma, 2011. L’incontro sarà preceduto dal secondo “Preludio musicale”, tenuto dal Duo di Flauti: Erica Parente e Vittorio Coviello, che eseguiranno brani di Bach, Bizet, Mozart, al fine di avvicinare i partecipanti all’estetica musicale come fonte pedagogica. Il romanzo “Umano errare” è un lavoro letterario ricco di intrecci carrieristici di manager ambiziosi, che si confrontano con le inquietudini dell’esistenza. E’ una storia intensa e complessa i cui protagonisti sono: Stephan Berger, istrionico consulente, un uomo all’apparenza sicuro di sé, ma che ha iniziato a subire il fascino dell’indeterminato, ad amare il profumo inebriante degli spazi inesplorati, Donna Elda, a capo della società Extensa, ama pensare di essere una donna dalla determinazione non comune, priva di senso del pericolo; ed è così che da sempre conduce la sua azienda, Simone e Costanza, entrambi manager Extensa, sono giovani, in carriera e di belle speranze. Sullo sfondo narrativo di un’azienda alle prese con l’inevitabile crisi economica di inizio Millennio, si intrecciano i rapporti lavorativi (e non) dei diversi personaggi. Pianificare le proprie mosse in base alle aspettative dei comportamenti altrui spesso si rivela fonte di grandi malintesi. L’autore si chiede allora: e se sospendessimo le certezze? Così da lasciarci invadere e possedere dal fascino dell’indeterminato e dell’imperfetto, “in un volo libero, privo di rotta, come il falco, che si lascia sorreggere, apparentemente immobile, dalle correnti ascensionali”. Emerge dalle pagine una riflessione stratificata sull’umano errare della vita, come una testimonianza simbolica che apre nuovi orizzonti di senso, anche nella prospettiva di un’esistenza condizionata dalle leggi del mercato e dal potere dell’uomo sull’uomo.

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