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Alla Luidig la presentazione del libro ‘Il Gran Sabba-to delle janare’

Scritto da il 6 marzo 2012 alle 13:29 e archiviato sotto la voce Cultura & Spettacoli. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Giovedì 8 marzo alla Libreria Luidig a Benevento si terrà la presentazione del libro ‘Il Gran Sabba-to delle janare’ di e con Paolo Scalise

La nota leggenda medioevale che vede Benevento sede del raduno magico (Sabba) di streghe provenienti da ogni dove resta spesso orfana di un dettaglio fondamentale: la data del suo svolgimento. Tra gli otto Sabba celebrativi del ciclo annuale del Sole, quello che si narrava svolgersi nella valle del fiume Sabato – cioè il Gran Sabba d’inizio estate – era senza dubbio il più importante, il che la dice lunga sull’aura magica che aleggia su questa città.

La sua fondazione in una confluenza fluviale, alla stessa stregua di Torino, Lione e Praga, tanto per citare le più famose città magiche, pone di diritto la conca di Benevento tra i nodi cruciali del reticolo energetico sacro che avvolge e vivifica la Terra. L’edificazione di un tempio dedicato a Iside, la potente dea e maga egizia, l’unico in Europa ad essere costruito con tecniche, materiali e arredi originari dell’Egitto, è la conferma del primato magico che questa città può vantare in Italia e nel mondo. Un’altra divinità femminile molto venerata in città era Diana – Signora e Matrona del Sannio – le cui sacerdotesse e seguaci, cioè le janare, erano depositarie di una sapienza astronomico-religiosa senza tempo. L’antica cosmologia contemplava una gerarchia di sette pianeti-divinità che collegavano la Madre Terra al Padre Cielo. I tre pianeti più vicini alla Terra, associati a divinità femminili, erano sì considerati “demoniaci”, ma tale termine non aveva il significato moralmente negativo che assumerà con l’avvento del cristianesimo e che porterà alla persecuzione delle janare in quanto streghe “amanti del diavolo”. Basti pensare al “daemon”, da cui il filosofo Socrate si sentiva guidato. Nonostante il loro allontanamento coatto dalla città e l’isolamento nei boschi, le janare hanno continuato ad esercitare il ruolo di guaritrici e di consigliere del mondo contadino, grazie alle conoscenze dei cicli naturali e di quelli cosmici. Parimenti, la cristianizzazione delle feste sabbatiche pagane non ha cancellato i riti magici ad esse collegati, in special modo quelli che si svolgevano in occasione delle due date più sacre: il solstizio d’estate, che da festa della dea Fors Fortuna diventa il Natale di S. Giovanni Battista, cioè l’iniziatore ai misteri della Madre Terra, e il solstizio d’inverno, che da festa del dio Saturnus e del Sol Invictus diventa il Natale di Gesù, il Messia, ossia l’iniziatore ai misteri del Padre Cielo. Le suddette date erano note nell’antichità, rispettivamente, come la “Porta degli Uomini” e la “Porta degli Dèi”. Dall’una, aveva luogo la discesa delle anime dei mortali sulla Terra; dall’altra, l’ascesa delle divinità immortali al Cielo. Il “Gran Sabba-to delle janare”, al di là delle rivelazioni sul legame tra la figura di Giovanni e quella di Gesù, focalizza l’attenzione sulla festa di S. Giovanni Battista e sui rituali che si svolgevano durante la magica notte di inizio estate, allo scopo di mantenere vivo il ricordo di una tradizione religiosa in auge – in un passato neanche troppo remoto – tanto a Benevento quanto nel resto d’Italia. Tra le sue righe, si può altresì leggere la proposta, già formulate all’Amministrazione Comunale, ma purtroppo del tutto ignorata, di istituire un “Festival dell’illusionismo, dei giochi di prestigio e della magia popolare”, sia per far fruttare il primato di “città delle streghe” che, nel bene e nel male, viene riconosciuto alla nostra città, sia per rendere onore, riconoscenza e merito a quelle povere donne senza volto, la cui unica colpa è stata quella di conoscere e praticare i misteri della “vita terrena”.

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