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direttore Antonio De Cristofaro

Solot, al Museo del Sannio va in scena ‘Il secondo errore di Dio’

Scritto da il 5 marzo 2012 alle 17:30 e archiviato sotto la voce Cultura & Spettacoli, Primo Piano. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

La Provincia di Benevento – Assessorato alle Pari Opportunità, in collaborazione con il Comune di Benevento e l’Università degli Studi del Sannio – Facoltà di Scienze Economiche Aziendali presenta il prossimo giovedì 8 marzo 2012 alle 17.30 nell’Auditorium “Gianni Vergineo” del Museo del Sannio, a cura di SOLOT Compagnia Stabile di Benevento, la performance dal titolo: “Il secondo errore di Dio” con Titti Affannoso Amicolo, Michelangelo Fetto, Tonino Intorcia e Claudia Maio.

Lo comunica l’assessore provinciale alle Pari opportunità Annachiara Palmieri.

In una dichiarazione, l’assessore ha sottolineato che da quando è stata inventata la scrittura, ma forse anche da prima, la donna – madre e moglie, serva e padrona, giglio di purezza o vecchia bisbetica – è stata soggetto privilegiato di riflessioni e commenti, fonte inesauribile di detti, lazzi, proverbi, spesso anche simili, se non uguali in molte lingue, spettacoli teatrali, film, dibattiti e convegni. La scelta poetica contenuta nella performance presentata al Museo del Sannio nella “Giornata dedicata alla donna” non parte da alcun presupposto, né vuole dimostrare alcuna tesi. Infatti, la performance guidata dalla curiosità di scoprire come la donna nel corso dei secoli è stata vista e (talora) si è vista, la sua eventuale arbitrarietà nella proposizione delle scene teatrali che ne compongono il corpus, è frutto solo di gusto personale. Friedrich Wilhelm Nietzsche disse “Dio creò la donna e, a dire il vero, da quel momento cessò di esistere la noia; ma cessarono di esistere anche tante altre cose. La donna fu il secondo errore di Dio” e gli uomini in genere sembrano averla sentita quasi sempre come una pericolosa minaccia: immonda e lasciva, furba e volubile, avida e infida, cervello piccolo, niente anima. Lo dice la voce popolare, accanto a filosofi e medici, teologi e poeti, scienziati e romanzieri. Qualcuno, è vero, dissente; qualcuna ha reagito, ma fino all’arrivo del femminismo le voci discordanti suonano molto scarse. La questione è comunque ben lontana dall’essere risolta. La guerra (dei sessi) continua.

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