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Il Sannita.it

direttore Antonio De Cristofaro

Omicidio nel Sannio, preso latitante in Portogallo.

Scritto da il 3 maggio 2012 alle 09:57 e archiviato sotto la voce Attualità, Cronaca, Territorio, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Nella giornata di ieri 2 maggio 2012, personale della I Sezione “Criminalità organizzata” della Squadra Mobile di Benevento coadiuvato da personale del Servizio Centrale Operativo, del Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia e da investigatori della Polizia Portoghese, ha tratto in arresto a seguito di laboriose indagini, in Portogallo nella regione di Coimbra nella città di Holivera do Hospital, Capone Perna Giovanni di anni 37 affiliato al Clan Pagnozzi dovendo questi espiare la pena detentiva di anni 30 per concorso nell’ omicidio di stampo camorristico di Esposito Francesco, commesso in data 30.07.2003 in Solopaca (BN).
Alle ore 09.01 del 30 luglio 2003 Esposito Francesco veniva attinto mortalmente all’interno della sua tabaccheria in via Roma in Solopaca (BN), da alcuni colpi di arma da fuoco. Per commettere l’omicidio erano state usate due pistole, una calibro 357/38 ed una calibro 9. II delitto venne immediatamente inquadrato nell’ambito di un regolamento di conti della criminalità organizzata, in considerazione della personalità della vittima, pluripregiudicato ritenuto a capo di un gruppo che esercitava il predominio delinquenziale nella zona tra Solopaca e la Valle Telesina e che intratteneva fitti rapporti con il clan PAGNOZZI a sua volta consociato con il clan dei CASALESI. Il delitto in questione fu commesso nel quadro di un più ampio disegno strategico ideato dai vertici del menzionato clan Pagnozzi, finalizzato al riassetto degli equilibri economici tra le consorterie mafiose della zona con particolare riferimento all’aggiudicazione di importanti appalti pubblici. Il Capone Perna Giovanni aveva avuto un ruolo attivo nell’omicidio che gli è costata la condanna ad anni 30 (trenta) di reclusione emessa dalla Corte di Appello di Napoli, diventata definitiva in data 28.09.2011. II predetto si è reso latitante dal mese di ottobre dello scorso anno.
Il personale di questa squadra mobile si è subito messo sulle tracce del Capone Perna Giovanni ponendo in essere articolate indagini, anche di natura squisitamente tecnica attraverso accertamenti sul Web in particolare sui più comuni social Network quali Facebook.
Il Capone Perna veniva rintracciato in Portogallo nella regione di Coimbra- in un comune di 22.000 abitanti, Holivera do Hospital, dove si era rifatto una vita insieme ad una giovane donna portoghese di anni 25 che lo aveva reso padre di una bambina nel mese di gennaio 2012. Le indagini, frutto di altissima specializzazione del personale della prima sezione della Squadra Mobile di Benevento hanno consentito di localizzare l’abitazione del latitante e di ricostruire nei dettagli le giornate tipo dello stesso, dai locali che frequentava con la compagna, all’asilo nido ove accompagnava la propria figlia, agli istituti bancari presso i quali riceveva delle somme di danaro inviate da fiancheggiatori che sostenevano la sua latitanza. Nella serata di ieri 02 maggio, dopo lungo pedinamento, tenutosi nelle strade della cittadina portoghese posto in essere, congiuntamente, da personale della Squadra Mobile di Benevento, del Servizio Centrale Operativo, del Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia e da investigatori Portoghesi il Capone Perna Giovanni in serata veniva bloccato all’uscita di un supermarket, in compagnia della propria donna.
Il Capone Perna Giovanni è stato associato in un carcere del Portogallo, in attesa dell’estradizione in Italia.
Predominante è stata la componente femminile della Polizia di Stato, infatti l’intera operazione ha visto come protagoniste due donne:
la dott.ssa Giovanna Salerno, quale Dirigente della Squadra Mobile di Benevento, ed un Sostituto Commissario del Servizio Centrale Operativo che ha partecipato materialmente alla cattura del latitante in Portogallo

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