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Sacchi per raccolta differenziata, l’Asia risponde a critiche ‘Benevento Città Racconta’

Scritto da il 27 gennaio 2011 alle 14:23 e archiviato sotto la voce Attualità, Territorio. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Non amo molto le polemiche, specialmente quelle a mezzo stampa (preferisco guardare negli occhi i miei interlocutori), ma, atteso che gli amici di ‘Benevento Città Racconta’ continuano a “raccontare” fatti e circostanze – peraltro di natura tecnica – assolutamente inesatti, ci vediamo costretti ad intervenire. Si lamenta una scarsa comunicazione all’utenza sull’uso dei sacchetti sia in polietilene che in mater-bi; nulla di più inesatto. Da quando è iniziata la raccolta porta a porta (ottobre 2009) abbiamo sempre comunicato all’utenza che la scelta dell’Azienda di fornire dei specifici sacchi sia per la raccolta dell’organico che per la raccolta della frazione multimateriale era dettata esclusivamente dalla volontà di agevolare nella prime fasi di corretta differenziazione dei rifiuti, e tanto al fine di ottenere frazioni quanto più possibile “pure”, quindi facilmente conferibili agli impianti senza eventuali costi aggiuntivi; abbiamo sempre evidenziato con comunicati stampa (tutti reperibili sul nostro sito www.asiabenevento.it), durante tutte le riunioni che il sottoscritto ha tenuto con gli amministratori di condominio, con i Comitati di Quartiere e con l’utenza in generale che l’uso dei sacchetti forniti dall’Azienda non era esclusivo, ma potevano essere utilizzate tutte le tipologie dei medesimi reperibili in commercio o distribuiti dalle attività commerciali – aventi beninteso le medesime caratteristiche – quanto innanzi è riportato a chiare lettere addirittura nelle Ordinanze Sindacali emesse nel corso dell’anno 2010 per l’avvio della raccolta porta a porta nei vari quartieri cittadini. Se poi la voglia di ascoltare non c’è … Si vuole, ancora, addossare ad ASIA la colpa di carenze contenute nella legislazione nazionale: cari amici, l’entrata in vigore della norma europea UNI EN 13432 (norma armonizzata, quindi che ogni singolo stato della comunità è obbligato a recepire) del 2002 è stata più volte prorogata dallo Stato Italiano, e fino agli ultimi giorni dello scorso dicembre nessuno era sicuro della sua entrata in vigore; peraltro è data ampia facoltà ai commercianti (4 mesi per i grandi centri commerciali, 8 mesi per la grande distribuzione ed addirittura l’intero anno corrente per la piccola distribuzione) di smaltimento delle scorte di polietilene esistenti in magazzino; quindi nessun commerciante è rimasto o rimarrà con scorte non utilizzabili. Cosa avrebbe dovuto o potuto fare in più l’Azienda ? L’attività di sensibilizzazione a riuso ed al riciclo – che ritenete erroneamente non sia stata posta in essere – viene, di contro, espletata regolarmente dal sottoscritto e da tutta la struttura tecnico-organizzativa dell’Azienda, ma è, appunto, sensibilizzazione, non può essere obbligo coercitivo. Posso, infine, aggiungere che da parte nostra avevamo già interessato il Sindaco sulla problematica degli shopper, il quale si era dichiarato disponibile – nel caso di ulteriore proroga concessa dallo Stato sull’utilizzo del polietilene per l’anno 2011 – ad emettere una propria Ordinanza con la quale avrebbe vietato – da subito – l’utilizzo di sacchetti non conformi alla norma europea nel territorio comunale. Infine un breve cenno sull’ipotizzato acquisto delle eventuali scorte di shopper in polietilene dalla distribuzione: atteso che, come innanzi evidenziato, è data dalla legge ampia facoltà di esaurire dette scorte, atteso che appare operazione alquanto complessa l’acquisto da parte di una società a totale capitale pubblico di scorte di magazzino da attività commerciali, peraltro con probabile presenza di loghi, inserti pubblicitari e quant’altro sui predetti sacchetti, ma, cari amici, siete proprio convinti che tale operazione, ove mai fattibile, avrebbe determinato risparmi di “cifre non meglio identificate” ? Credo sia il caso di fare due rapidi conti. E’ noto a tutti (o quasi) che lo shopper (busta per la spesa) ha un costo superiore al semplice sacco tubolare, e tanto perché vi sono manici, termosaldature e quant’altro che ne determinano più complesse fasi di lavorazione; è noto a tutti (o quasi) che la capacità media di uno shopper è pari o di poco superiore ai 20 litri, mentre il sacco giallo fornito da ASIA ha una capacità di 90 litri (oltre 4 volte), quindi per raggiungere lo stesso risultato in termini di volume sono necessari almeno 4 shopper; atteso che il sacco giallo costa ad ASIA € 0,045 (compreso trasporti), per pareggiare i costi (senza alcun vantaggio) l’Azienda avrebbe dovuto acquisire ogni singolo shopper al costo di € 0,0113, ben al di sotto del reale valore di mercato e onerando, oltretutto, l’utenza all’utilizzo non di un solo sacco, ma di almeno quattro. Appare quindi, evidente che i presunti risparmi di “cifre non meglio identificate” appaiono solo una mera utopia, atteso ancora che l’intera fornitura annuale di sacchi gialli in polietilene per tutte le utenze beneventane, compreso le commerciali, non raggiunge i 50mila euro e che l’incidenza di costo per singola utenza domestica (famiglia) del sacco giallo ammonta alla esorbitante cifra di € 2,50 per un intero anno. Comunque non siamo affatto scioccati da questa inesattezze ma anzi ci fa piacere rispondere ai dubbi e alle incertezze perché saranno senz’altro il viatico giusto per imparare a fare correttamente la raccolta differenziata, e soprattutto vogliamo tranquillizzare la cittadinanza, parafrasando una frase tratta dalla campagna d’informazione con Totò, sul fatto che “cà nisciuno è fesso”, nel senso che le nostre iniziative rispondono sempre ai dovuti criteri di professionalità.

                                                                                                                                   Lucio Lonardo, Presidente ASIA Benevento SpA

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