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Il Sannita.it

direttore Antonio De Cristofaro

Ekoclub, le reti idriche colabrodo, perso il 50% dell’acqua disponibile.

Scritto da il 26 marzo 2011 alle 11:45 e archiviato sotto la voce Primo Piano, Territorio. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

E’ con molto stupore e altrettanta rabbia costatare da parte di Ekoclub International Benevento e del suo Presidente Luigi La Monaca, l’arrivo di una nuova accise sul carburante per risolvere i problemi di alcune categorie di lavoratori.
D’accordo sull’aiuto che deve, necessariamente, giungere allo spettacolo e alla cultura ma, nella vita quotidiana della gente comune ci sono altri problemi che, a nostro modesto avviso, avrebbero delle priorità rispetto a ogni altra cosa.
In questi ultimi tempi si sta parlando moltissimo e, a ragione, del problema acqua e della sua privatizzazione, Ekoclub già da molti anni ha posto l’accento sul grave problema delle reti idriche “colabrodo”!
L’acqua deve essere distribuita e gestita dai Comuni, in maniera gratuita! Le uniche spese giustificate, a carico degli utenti, dovrebbero essere quelle di gestione del flusso idrico e delle eventuali riparazioni e ripristino delle condotte idriche, è assurdo dare un prezzo a un bene di proprietà della collettività, ed è ancora più assurdo del prezzo vari a seconda del gestore; addirittura quotato in borsa!
Le condotte idriche italiane, e soprattutto quelle che gravitano sul territorio campano, sono un vero e proprio colabrodo, oltre il 50% dell’acqua sorgiva si perde nelle condotte con un danno enorme per la collettività, e il Governo, invece di stanziare fondi per il ripristino delle condotte, affida l’acqua ai privati che, ovviamente ne faranno un affare enorme e, certamente non avranno alcun interesse a riparare le condotte, infatti, così facendo, aumenterebbe la quantità d’acqua disponibile e per una legge economica il “prezzo” diminuirebbe con un danno economico per tutti quelli che dell’acqua vogliono fare un “BUSINESS”!
Perché non creare una tassa proprio per il ripristino e la riparazione delle reti idriche? Tutti si affannano, giustamente, a difendere l’erogazione pubblica dell’acqua ma, purtroppo, nessuno propone, in maniera concreta, ferma e decisa, la soluzione al problema di perdite idriche. Siamo sicuri che, ogni cittadino italiano, sia disposto, una volta tanto, a pagare con convinzione e in maniera solidale, una tassa per salvare la distribuzione delle acque. Si continua a parlare di strade, ponti sullo stretto, tagli indiscriminati e sconsiderati, veline e scandali ma, nessuno, si decide a presentare una proposta di legge per la riparazione delle condotte idriche. Ci si preoccupa dell’inquinamento delle falde acquifere, giustamente, ma nessuno si preoccupa della fine che fa l’acqua una volta cooptata dalle sorgenti. Dopo le falde, da salvaguardare c’è tanto altro!
In vista delle imminenti elezioni amministrative di maggio, ci viene in mente di abusare, ancora una volta, di uno slogan tanto ascoltato negli ultimi tempi: “Se non ora, quando”?

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