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Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, conclusi approfondimenti osservazioni

Scritto da il 25 marzo 2011 alle 18:38 e archiviato sotto la voce Territorio, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Con l’incontro tenutosi stamani presso il MUSA di Benevento si è concluso il ciclo di Conferenze di approfondimento delle “osservazioni” sulla proposta di Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.
Alla presenza di tecnici, amministratori, professionisti e rappresentanti del mondo associativo, ha aperto i lavori l’Assessore all’Urbanistica della Provincia di Benevento, Giovanni Bozzi, il quale ha introdotto l’oggetto della Conferenza: ″Delle 128 osservazioni pervenute, circa sessanta sono meritevoli di approfondimento; in queste 60 ci sono 3 macro gruppi di considerazioni esposte, che riguardano i temi dibattuti nelle fasi preliminari di audizioni: il Corridoio ecologico, la Zonarurale, ed i lotti. Questi sono gli argomenti più dibattuti. Dopo di oggi ci sarà l’esame effettivo delle osservazioni presentate, quindi si avrà la proposta alla Giunta provinciale, per poi andare in discussione nelle Commissioni consiliari ed infine approdare nel Consiglio provinciale. C’è stata una grandissima partecipazione sul territorio, a differenza di quanto accaduto altrove: sone mesi infatti che discutiamo in numerosi incontri zonali di questo argomento. Voglio ringraziare lo staff che ha lavorato a questo progetto, affinché potesse essere compreso da noi stessi. Viviamo tuttavia una condizione di forte perplessità, derivante da una delibera della Regione, che può avere effetti sia sulla Provincia che sugli Enti locali in materia di urbanistica: chiediamo che la Regione ci convochi in un tavolo di lavoro così come chiedono le cinque Provincie″.
L’iter che ha portato all’approvazione del Piano e le successive fasi sono state illustrate, invece, dal Dirigente del Settore Piani e Programmi, Elisabetta Cuoco: ″La Conferenza è finalizzata ad approfondire la valutazione delle osservazioni formulate, al fine di consentire alla Giunta provinciale di elaborare le eventuali relative proposte di modifica dello schema di PTCP. Sono pervenute 128 osservazioni, di cui le ultime 3 fuori termine; nel documento che consegniamo oggi sono stati indicati, per ogni osservazione, il soggetto proponente, l’argomento classificato rispetto ai “sistemi” in cui è articolato il Piano ed una descrizione sintetica dei temi presenti nelle osservazioni. Delle 128 osservazioni, circa 50 sono state presentate da Enti comunali; circa 60 da privati″.
A seguire l’intervento dell’Arch. Samantha Calandrelli, coordinatore Area pianificazione dell’Agenzia Sannio Europa, la quale ha illustrato alla platea il “documento” distribuito nel corso dell’incontro contenente una sintesi delle osservazioni pervenute alla proposta di Piano adottata.
L’Arch. Vincenzo Argenio, ha voluto invece sottolineare che rispetto alle altre Province ″la nostra esperienza, costituisce scuola per le altre quattro e per la stessa Regione, che ancora non ha avuto la fortuna di approvare un Piano di livello provinciale. Siamo in una fase di valutazione delle osservazioni e lo scopo di queste Conferenze è appunto quello di dare l’opportunità, ad enti ed associazioni, di partecipare in maniera attiva per approfondire le osservazioni presentate: muoverci all’interno delle strade che i propositori hanno tracciato. La valutazione è possibile farla anche attraverso delle memorie, che potremo acquisire al tavolo della Conferenza″.
Si è così aperto il dibattito, al quale hanno preso parte Rocco La Fratta, che ha presentato una relazione frutto di una analisi sulle modalità ed i tempi di attuazione del Piano, soffermandosi in particolare sulle problematiche inerenti le cosiddette fasce fluviali. Così pure il rappresentante dell’Autorità di Bacino, Filippo Pengue: ″Il PTCP fa un’analisi nello stabilire i Corridoi ecologici, partendo da una fotografia statica; ma, purtroppo, i corsi d’acqua sono dinamici: potremmo non ritrovarci con adeguate fasce di tutela. Tuttavia bisogna arrivarci progressivamente, perché un’azione drastica, potrebbe generare addirittura un peggioramento o un abbandono, che non è affatto proficuo″.
Cosimo Boffa, dell’Ordine degli Architetti si è invece soffermato sulla Valle Vitulanese, proponendo per un solo Sistema insediativo locale, una sola entità territoriale; il secondo punto del suo intervento era riferito alla Fondovalle Vitulanese, proponendo un tracciato alternativo, a parità di costi, per permettere a Benevento di collegarsi con la Fondovalle Isclero anziché alla Statale 7 Appia; e la terza considerazione, sulla edificabilità del territorio rurale aperto.
L’Arch. Nicoletta Festa, del Comune di San Lorenzello, ha invece evidenziato la particolarità del proprio territorio che, oltre ad essere interessato dal Corridoio ecologico, ricade anche nell’area del Parco Naturale del Matese: ″Sono 15 anni che conviviamo con i vincoli. Il Ptcp prevede che le nuove zone di espansione debbano essere contigue ai centri abitati, non possono andare lontano dal centro Bisogna sì stabilire delle regole, ma che devono poi essere adattate sui singoli comuni″. La stessa si è poi fatta portatrice della proposta di prevedere, lungo i corridoi ecologici, la possibilità di adottare una norma sugli edifici di pregio, come ad esempio i vecchi mulini: interventi di restauro conservativo delle architetture di pregio.
L’ing. Vincenzo Volpe, su delega dei comuni di Cerreto Sannita e Pietraroja, ha invece toccato il tema del paesaggio: ″I piani paesaggistici saranno quelli che andranno ad influire sui PUC per le zone da salvaguardare, per cui i problemi li avranno tutti i Comuni che hanno delle zone di salvaguardia paesaggistica e che non hanno i piani. Solo i comuni possono scegliere nel dettaglio dove trovare le zone da salvaguardare o da sviluppare: ecco perché è necessario che tutti si dotino della Carta comunale dai paesaggi, come ha fatto il comune di Cerreto Sannita in quanto questo Piano deve poter raccogliere tutti gli elementi dei singoli comuni per poi portarli alla Regione″.
Marcello Stefanucci, della LIPU, da sempre attento alle tematiche del paesaggio agricolo beneventano, si è intrattenuto sulla necessaria ″conciliazione tra elementi di conservazione e quelli di sviluppo, che va fatta cercando di eliminare una serie di furbizie: quando l’interrato non conta, il sottotetto non conta, la pertinenza agricola viene trasformata in abitazione, ecco che alla fine vengono fuori fabbricati che di sicuro non sono al servizio dell’agricoltura! E allora, prima di prevedere altre aree edificabili, chiediamo di fare un censimento delle case agricole abbandonate che ci sono sul territorio e dare la possibilità, a chi vuole edificare in ambito agricolo, di rilevare quelle case abbandonate, per conciliare in tal modo gli interessi di tutela con quelli della non desertificazione in campo agricolo″.
L’arch. Sabatino De Masi, del Comune di Airola, ha chiesto una maggiore chiarezza relativamente alle prescrizioni previste dal PTCP, distinguendole dalle direttive ″altrimenti il PTCP diventa un Piano comunale. Le fasce o i capisaldi, sono o no vincolanti?″.
Salvatore Zotti, del Comune di Benevento, si è soffermato sulla salvaguardia dei corsi d’acqua ed in particolare il tema dei depuratori; sul rischio di centrali termoelettriche proprio lungo importanti corsi d’acqua; sul tema dei lotti agricoli: ″Ci vuole un limite ben preciso di dove finisce la città e dove inizia la campagna. È un valore non solo di carattere ambientale, ma anche produttivo ed economico″. Zotti quindi ha posto la sua attenzione sulla proposta di Regolamento della Regione Campania: ″È un problema enorme che in questo momento non si può risolvere: in questo periodo di transizione il PTCP va avanti, mentre altri strumenti, non ancora adottati, dovranno seguire la procedura prevista da questo regolamento. Bisogna avere una grande accortezza, altrimenti molti comuni, tra cui quello di Benevento, si troveranno in grande difficoltà″.
La conferenza si è conclusa con le considerazioni finali dell’Arch. Alessandro Dal Piaz, coordinatore del progetto di Ptcp della Provincia, che ha chiarito molti aspetti del Piano, approfondendo le diverse tematiche emerse nel corso del dibattito: il Piano ha una filosofia di fondo, che è quella della tutela delle qualità e dei valori del territorio beneventano, in tutti i loro aspetti. Ma non è semplicemente una filosofia: è una strategia di sviluppo che la Provincia si dà″.

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