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direttore Antonio De Cristofaro

Lavoro nero, Maiella (Uil): ‘Urgono più risorse per contrastare il fenomeno’

Scritto da il 25 gennaio 2011 alle 19:10 e archiviato sotto la voce Territorio, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

‘Lo studio sul lavoro sommerso e irregolare presentato dal segretario confederale Guglielmo Loy risponde alla necessità di accrescere il livello di comprensione reale di un fenomeno che, purtroppo, caratterizza il sistema economico, produttivo e sociale. L’indagine conoscitiva fotografa in maniera dettagliata il contesto in cui si sviluppa e prolifera il lavoro irregolare.
L’elaborazione è stata eseguita sulla base dei dati reali sull’attività di repressione e di controllo svolta dai lavoratori appartenenti ai servizi ispettivi e dalle forze dell’ordine. I dati elaborati dalla Uil nazionale nascono, infatti, dai risultati dei controlli condotti dal gennaio 2006 ad ottobre 2010. Quasi 5 anni di attività ispettiva in cui, accanto ai dati nazionali, si è voluto evidenziare il fenomeno a livello territoriale.
Allungando la lente d’ingrandimento sulla Campania si può sottolineare come su 13.368 aziende ispezionate, 7.988, risultino irregolari (59,8%)., mentre sono emersi 8.037 lavoratori irregolari di cui 5.688 in nero (70, 8% di dipendenti non dichiarati). La Campania, con il 59,80% risulta quindi tra le 5 regioni con la più alta percentuale di aziende irregolari (le altre: Liguria, 73,10%. Lombardia, 63,90% . Marche, 62,90%. Umbria, 59,40%). Maglia nera, invece, per quanto attiene alla più alta percentuale di lavoratori in nero: oltre il 70, 8%. Seguono: Emilia Romagna (55,0%), Friuli Venezia Giulia (46,1%), Molise (44,7%), Liguria (44,2%).
Accendendo i riflettori sul Sannio, lo studio ha evidenziato che su 1.369 aziende ispezionate, sono risultate irregolari 873. Dato percentuale: 63.8%. Mentre i lavoratori irregolari nel beneventano risultano essere 1.035, di cui 443 in nero: 42,8 % di lavoratori sommersi. I demotivanti dati sono emersi dai controlli effettuati dalle autorità preposte su 1.369 aziende, a fronte delle 35.087 imprese registrate sul territorio di Benevento e dell’intera provincia. “I numeri sciorinati dal sindacato mostrano che il lavoro irregolare Campania e nel Sannio è una vera e propria metastasi”, ha commentato il segretario generale della Uil di Benevento, Fioravante Bosco. “Il fenomeno va arginato con tempestività – continua il leader sindacale – perché lede in maniera incisiva l’economia. L’evasione dei contributi assistenziali e previdenziali arreca ingenti danni al tessuto sociale ed alla finanza pubblica. Il tutto a sfavore dei lavoratori che per mantenere un minimo di dignità salariale, accettano contratti capestro del tutto fuorilegge. “Anche la confederazione sannita, come quella nazionale, è convinta che sia necessario dotare i corpi ispettivi del Ministero, dell’Inps e dell’Inail di maggiori risorse e di un’autonomia operativa per contrastare questo atavico fenomeno”, ha concluso il portavoce Antonio Maiella.

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