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direttore Antonio De Cristofaro

I chiarimenti dell’Asia sull’uso dei sacchetti di plastica per il conferimento dei rifiuti

Scritto da il 25 gennaio 2011 alle 18:04 e archiviato sotto la voce Attualità. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

In merito alle affermazioni inesatte comparse su alcuni siti online riguardanti l’utilizzo di sacchetti per la raccolta dei rifiuti, il direttore tecnico dell’ASIA, Massimo Romito, intende precisare quanto segue: “In primo luogo occorre ribadire che l’ASIA Benevento SpA garantirà la fornitura dei sacchetti per la raccolta differenziata per tutto il 2011 e tanto al fine di smentire – speriamo in modo definitivo – notizie inesatte che circolano da alcune settimane. In seguito al recepimento da parte dello Stato italiano della normativa europea UNI EN 13432:2002 con decorrenza dal 1° gennaio di quest’anno, le attività commerciali sono obbligate – fatti salvi i tempi tecnici per lo smaltimento delle scorte – ad utilizzare i sacchetti da asporto esclusivamente in materiali biodegradabili compostabili. Pertanto, nell’ottica del riuso e del riciclo dei materiai, quindi delle risorse, gli utenti possono utilizzare per il conferimento dei rifiuti organici , oltre che i sacchetti forniti dall’ASIA, anche gli shopper ritirati presso le attività commerciali, avendo cura, tuttavia, di verificare che gli stessi siano effettivamente rispondenti ai requisiti della precitata norma europea (biodegradabili compostabili).
Tale verifica risulta, purtroppo, necessaria in quanto si è avuto modo di verificare che, in questa fase di transizione sono attualmente in circolazione buste che riportano la dicitura 100% biodegradabile, ma che non rispettano la normativa vigente, essendo in polietilene additivato con sostanze tali da permettere una completa biodegradabilità in un periodo non inferiore ai 12/15 mesi, quindi palesemente non compostabili.
Come fare, quindi, a distinguere i sacchetti compostabili da quelli non a norma ? In primo luogo, riconoscere le due tipologie è semplice anche al solo tatto: le buste compostabili, infatti, risultano più leggere e morbide (analoghe a quelle fornite dall’ASIA) e sono meno resistenti di quelle in polietilene, che sono più spesse e pesanti.
Inoltre gli shopper compostabili sono normalmente dotati, sui lati o sul fondo, di una serie di marchi che ne attestano, appunto la compostabilità, quali i marchi “Mater-bi”, “C.I.C.” (Consorzio Italiano Compostatori), “Vincote” e “Compostable” (Enti Certificatori). Inoltre gli shoppers compostabili dovrebbero riportare anche la stampa “UNI EN 13423:2002”.
Quindi, con un po’ di attenzione da parte degli utenti e con l’esperienza che andrà maturando con il tempo, si riuscirà facilmente a discernere quale shopper utilizzare in modo corretto per il conferimento della frazione organica. Risulta, infine, opportuno evidenziare che i sacchetti compostabili non più utilizzabili (in quanto strappati o bucati) vanno conferiti, evidentemente, nella frazione organica; di contro i sacchetti “biodegradabili”, essendo realizzati in polietilene, vanno conferiti nella frazione multi materiale (plastica e alluminio)”.

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