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Coldiretti Giovani Impresa, Antonio Di Maria è il nuovo delegato provinciale

Scritto da il 22 febbraio 2011 alle 11:57 e archiviato sotto la voce Foto, Primo Piano, Territorio. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Coldiretti Giovani Impresa, Antonio Di Maria è il nuovo delegato provinciale

Antonio Di Maria, 23 anni, di Circello, imprenditore agricolo e titolare di un’azienda avicola e zootecnica è il nuovo delegato provinciale Coldiretti Giovani Impresa Benevento che subentra a Felicida Maio di Ceppaloni. L’elezione è avvenuta nel corso dell’assemblea provinciale, svoltasi ieri sera presso la sede della Coldiretti, cui hanno partecipato una folta rappresentanza di giovani imprenditori agricoli insieme al presidente provinciale Gennaro Masiello, al direttore Luigi Auriemma, al vice direttore Antonio Pinto ed al segretario di Coldiretti Giovani Impresa Rocco Messere. Contestualmente è stato eletto anche il Comitato provinciale che è così composto: Luca De Cicco (Benevento), Biagio Quarantiello (Bonea), Luciano Paulucci (Morcone), Massimo Colucci (Baselice), Roberto Marcantonio (Castelfranco in Miscano), Veronica Ciarcia (Calvi), Luigino Belperio (San Giorgio La Molara), Maria Raimondo ((San Giorgio La Molara), Fabio Colangelo (Paupisi), Pompeo Capobianco (Ponte).
“Sono molto orgoglioso di aver avuto la fiducia dell’assemblea – ha dichiarato il neo eletto delegato provinciale Antonio Di Maria – insieme al Comitato metteremo tutto il nostro impegno per garantire il giusto riconoscimento per i giovani che credono che nell’agricoltura ci sia spazio per crescere ed investire. Vogliamo essere un motore di innovazione e di aggregazione per riuscire ad ottenere risultati tangibili per i nostri associati e avvicinare al movimento tutti i giovani che vorranno apportare il loro contributo”.
“Il nostro Paese – ha detto il presidente provinciale Gennaro Masiello – sta vivendo un grosso momento di difficoltà con una crisi che non interessa soltanto il mondo agricolo. L’agricoltura sta diventando centrale e nel momento in cui è saltato un modello di sviluppo è giunto il momento di crearne uno nuovo. L’agricoltura è all’attenzione dei soggetti istituzionali e della politica ma deve mettere in campo un cambiamento, passare ad un’agricoltura competitiva che sia remunerativa di per sé. La Coldiretti ha pensato – ha aggiunto Masiello – che non è il caso di rincorrere gli industriali per questo è stato messo in campo il progetto “Per una filiera agricola tutta italiana”. E rivolto ai giovani imprenditori agricoli il presidente Masiello ha affermato: “Mi auguro che questo gruppo di giovani raccontino le cose come stanno. Giovani Impresa sia per voi una palestra e il mio auspicio che ci aiutate in questa battaglia. E’ importante che ci sia un gruppo di imprenditori agricoli che sappia reagire, sappia leggere quello che succede altrove. Abbiamo giovani che sanno decidere il loro futuro ed il loro destino e con loro mi piacerebbe ritornare sulle questioni immaginando un percorso. Credo molto in voi ed alcuni cambiamenti li potete realizzare solo voi”.
Il direttore Luigi Auriemma ha affermato: “Adesso bisogna cambiare pagina, noi approfittiamo di questo cambio di guardia per rilanciare un progetto sulle imprese giovani. Coldiretti Donne Impresa e Coldiretti Giovani Impresa dovranno lavorare tantissimo sul progetto “Per una filiera agricola tutta italiana” e approfittare delle risorse disponibili sul PSR. L’agricoltura sta cambiando molto più velocemente di quanto ce ne rendiamo conto e c’è un consumatore sempre più esigente a cui dobbiamo dare risposte concrete”.
Il segretario di Giovani Impresa Rocco Messere ha illustrato i fronti su cui il Movimento si sta confrontando. “Giovani Impresa – ha detto Messere – deve dare un’immagine nuova dell’impresa agricola che non è solo produzione ma anche cultura. E’ necessario aprire le nostre aziende alla società”.
Il vice direttore Antonio Pinto ha sottolineato che i giovani sono all’interno dell’azione di Coldiretti soprattutto perché essi sono più vicini alle nuove tecnologie e più predisposti all’innovazione. “Il giovane – ha precisato Pinto – ha capacità diverse rispetto alle persone più anziane ed essi sono più sensibili ai temi quali la sicurezza alimentare, la tutela del paesaggio. E’ indispensabile essere disponibili alla vita attiva dell’Organizzazione e nel contempo è necessario sviluppare formazione e informazione”.

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