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direttore Antonio De Cristofaro

Cesvob, presentata ricerca sulla condizione giovanile del Sannio

Scritto da il 20 ottobre 2011 alle 12:29 e archiviato sotto la voce Sociale. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

E’ stata presentata nei giorni scorsi presso l’aula magna del Centro Servizi per il Volontariato di Benevento “Cantieri di gratuità” una ricerca sulla Condizione Giovanile della provincia di Benevento “Giovani e Volontariato”.
E’ intervenuto il presidente del centro Giuseppe di Nardo che ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto che ha dato modo di capire realmente la situazione attuale dei giovani della nostra provincia. I saluti sono proseguiti con l’intervento del Vice presidente Vicario del CESVOB (Centro Servizi per il Volontariato Benevento) Antonio Meola, che ha illustrato gli obiettivi del centro servizi, definendolo il CESVOB una famiglia costruita nel tempo che vanta 91 soci e che organizza corsi di formazione per il volontariato, attività nelle scuole, bandi di microprogettazioni e ricerche annuali come questa, che vuole approfondire il rapporto che lega i giovani al volontariato.
L’incontro è stato moderato dal giornalista Billy Nuzzolillo. La ricerca è stata presentata da Fabrizio Farina di Mediastat (società di consulenza statistica), è stata elaborata in 6 mesi, testando un campione di 600 giovani tra i 12 e i 29anni.
I questionario sono stati somministrati nei comuni luoghi di aggregazione, come scuole, università, pub, cinema, piazze, uffici … ad opera dello S.T.A.P. 17/08 Servizio 01 U.O. Orientamento Regione Campania, degli operatori CESVOB e dei giovani stessi che si sono trasmessi a vicenda il questionario, mostrando un forte interesse e una partecipazione attiva.
Il questionario è stato incentrato su aree tematiche quali il percorso di studi, il contesto familiare, i valori e gli stili di vita, la cultura e il tempo libero, l’informazione, la partecipazione alla vita sociale e il lavoro, per ottenere una panoramica generale sul mondo adolescenziale e dei ragazzi in generale, ma anche per capire, attraverso domande specifiche, la propensione verso alcune tematiche quali la solidarietà, la gratuità ed il volontariato.
Ne è risultato che l’85% dei giovani vive con entrambi i genitori e il 98% non ha abbandonato il percorso di studi obbligatorio, mentre nel 2% che l’ha fatto i motivi principali sono legati alla scelta della scuola non adeguata,il 75% dichiara di non essere inserito in un gruppo, mentre del 25% di giovani che dichiarano di farne parte si riferisce maggiormente a gruppi di amici, società sportive o associazioni parrocchiali.
I luoghi prediletti nelle uscite risultano essere ristoranti, bar e pub e la maggior fonte di informazione sembra essere internet, ma un buon 39% legge ancora libri ed è un dato confortante nell’era dei social network e degli i-pad.
Ma puntando l’attenzione sulle paure dei giovani sanniti e sui valori che per loro assumono più importanza emerge il timore per il futuro e la preoccupazione verso i fattori sociali di sinergia con gli altri, dove gli obiettivi principali sono avere veri amici, essere onesti ed avere un buon rapporto di coppia e un altro dato positivo è che per l’86% degli intervistati considera importante la fede nella propria vita.
Ma questa è solo l’impalcatura su cui si erge il resto dell’indagine volta a comprendere i rapporti col volontariato ed è proprio in questo ambito che poi sulla base di fondamenta alquanto solide crolla tutto ciò che abbiamo ricostruito finora, in quanto solo il 14% svolge attività di volontariato e tra l’86% che non lo pratica le giustificazioni prevalenti sono quelle di non aver tempo e di non sapere a chi rivoglersi.
E’ intervenuto Mons. Pompilio Cristino, Vicario generale Curia Arcivescovile di Benevento, che ha sottolineato come ognuno ha potenzialità da offrire e responsabilità da assumere, Chiesa, Politica, Istituzioni, Associazioni,… E’ un problema di tutti e deve far riflettere tutti, l’impegno da assolvere è quello di educare al volontariato, presentandolo nel modo giusto, affascinando il giovane che manca di continuità e costanza, parlando non ai giovani, o dei giovani, ma con i giovani, aiutandoli a capire quale può essere la dimensione ideale in cui inquadrare la loro vita.
Pasquale Orlando, Segretario Nazionale FAP, ha illustrato un’analisi dei 150 anni della nostra Italia, un paese malato in cui il Nord si contrappone al Sud. Gli uomini odiano le donne, gli anziani si oppongono ai giovani e se non volessimo crederci numerosi film e libri ci ricordano costantemente tutti i divari e le diversità che incrementano le patologie della nostra nazione, che si avvertono ancora di più in una piccola realtà del mezzogiorno come la nostra.
Ottimista e propositiva è stata invece l’Assessore provinciale alle Politiche Sociali di Benevento, Annachiara Palmieri, che ha evidenziato come il fatto stesso che si è voluta dedicare la ricerca annuale al tema in questione e che se ne sia parlato rappresenti un dato molto significativo.
I giovani hanno sfiducia nell’informazione poiché spesso manipolata, non credono nella politica perché crea false aspettative lasciando al vento promesse mai mantenute, dunque si vuol tornare ai rapporti umani, ma non si hanno le basi per costruirli ed è importante avviare progetti che coinvolgano i giovani per farli sentire protagonisti, come già col CESVOB è stato fatto con i laboratori di cittadinanza partecipata. Si può partire senz’altro dalle scuole per recuperare l’educazione ai valori etici no solo predicati, ma anche praticati,ma questo non basta, serve qualcosa in più.
L’incontro è stato concluso dal deputato Costantino Boffa, che si è detto poco meravigliato dei dati emersi dal questionario, in quanto siamo in una società che si sta corporativizzando sempre più.
L’egoismo individuale calpesta valori sociali che si contrappongono ad altri con la demonizzazione reciproca, non più come prima attraverso una tenace battaglia culturale.
Leggendo il rapporto sullo tsunami demografico si evince come nel giro di 10 anni 583mila persone vanno via dal mezzogiorno (dalla Campania circa 40mila l’anno) e come la nostra regione stia tramutandosi dalla regione più giovane in quella più vecchia.
La politica dovrebbe capire come rispondere alle esigenze di scarsa propensione anche a cercare lavoro da parte dei giovani ormai rassegnati, che sono spinti cercare lavoro fuori, in quanto è il lavoro stesso ad intendersi diversamente rispetto ad un tempo in cui si cercava il cd. posto fisso.
Ma la mancanza di lavoro non riguarda più solo i giovani se pensiamo ai 40enni cassintegrati, e per questo si devono creare occasioni. Infatti di recente è stata avallata la decisione di Poste italiane di aprire un data center nella nostra città.
Bisogna uscire dalla crisi in maniera diversa da come ci siamo entrati, col recupero del sistema valoriale, per non rischiare di scivolare nell’assoluto economicismo o nell’eccessivo ideologismo.
Come? Secondo Boffa “ Tutte le persone di buona volontà nelle varie istituzioni, nei partiti, nelle associazioni, devono fare squadra per creare una solida rete che riapra possibilità!”.
Bisognerebbe sviluppare politiche giovanili che partano dalle esigenze dei giovani emerse dalla ricerca, per far in modo che le nostre non rimangano solo belle parole, ma solidi fatti a cui tutti noi, i nostri figli, le nostre famiglie, i nostri amici possano saldamente ancorarsi per non sentirsi piĂą alla deriva nel naufragio piĂą totale dei valori etici e delle incertezze che attanagliano non solo il nostro futuro, ma soprattutto il nostro presente.

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