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Bosco (Uil): ‘Falcone e Borsellino due esempi di legalità’

Scritto da il 20 luglio 2011 alle 13:23 e archiviato sotto la voce Sociale. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Il segretario generale della Uil di Benevento, Fioravante Bosco, è intervenuto ieri sera in piazza Santa Sofia alla commemorazione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a 19 anni dagli attentanti che ne provocarono la morte. Presenti alla cerimonia commemorativa, organizzata dal Comune di Benevento e dall’associazione Libera, le massime istituzioni sannite.
Ecco l’intervento del dirigente della Camera Sindacale Provinciale Uil: “Due uomini, due lavoratori, due magistrati e un unico destino: morire, assassinati, in una terra, la Sicilia, dove sindacalisti, magistrati, giornalisti e gente comune, muoiono di mafia e di solitudine. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due amici, due persone perbene, due esempi di legalità, di passione e dedizione, che in nome della giustizia e dell’equità sociale hanno svolto il proprio dovere, per conto dello Stato, nel sud dell’Italia, dove, scriveva Falcone, ‘la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere’.
Il coraggio di Falcone e Borsellino non ha ceduto il passo alla paura, alla morte, e, grazie alla caparbietà dei magistrati, il popolo siciliano ha compreso che la mafia non era e non è, imbattibile. I magistrati di Palermo hanno iniettato nel tessuto delle istituzioni il vaccino che debella il virus di Cosa Nostra.
L’impegno di Giovanni e Paolo ha palesato il concetto che l’unione fa la forza, in pratica, uniti si vince. Ed ecco nascere Il coordinamento delle Forze dell’Ordine, la Direzione Distrettuale Antimafia e una Super Procura Nazionale, che investiga sui fenomeni mafiosi e punisce i capi di Cosa Nostra. Due uomini, due lavoratori, che non sono più soli, perché dopo le bombe di Capaci e di Via D’Amelio, un giovane mare di gente e di voci s’è levato contro il cielo ed ha manifestato, rabbiosamente, la voglia di legalità. A quei ragazzi del ‘92, i due eroi dei giorni nostri hanno insegnato ‘che chi non ha paura di morire, muore una volta sola’ e che ‘gli uomini passano, mentre le idee restano… E continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini’, Giovanni Falcone”.

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