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Picucci e Quarantiello replicano a Pepe: ‘Non abbiamo nulla di cui vergognarci’

Scritto da il 18 aprile 2011 alle 20:57 e archiviato sotto la voce Attualità. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

I consiglieri della ex maggioranza, Oberdan Picucci e Giovanni Quarantiello, che con le loro firme hanno provocato lo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale, replicano con una nota alle accuse mosse da Fausto Pepe all’iniziativa dei 21 firmatari della sfiducia.
Di seguito il testo integrale della nota:
‘Fausto Pepe ha perso la lucidità, il contegno e la memoria. Parla di alleanze e mescolanze strane e di convenienza esaltando la compattezza dei suoi sostenitori, ma ha già dimenticato che, non più tardi di un mese fa, ci esortava alla candidatura nell’Italia dei Valori o nell’API.
Pepe ci prometteva anche il suo personale sostegno in termini elettorali, per fare in modo da contrapporci al duo Pacifico-Zoino da una parte e al gruppo di Gianvito Bello dall’altra, perché li considerava nemici.
Ha dimenticato anche l’invito rivolto a noi e ad altri colleghi consiglieri del Gruppo misto e di ‘Lealtà per Benevento’ di dar vita ad una corrente interna al Pd composta da suoi ‘uomini di fiducia’ per riequilibrare i rapporti di forza e allentare lo strapotere esercitato da Del Vecchio e Del Basso De Caro, visti come avversari e non come alleati.
E ancora, ha dimenticato come apostrofava i vertici dell’API al termine delle riunioni in cui gli stessi palesavano dubbi ed incertezze sull’approvazione del PUC o quando, per l’assenza di tale partito, non si riusciva a ratificare definitivamente la coalizione.
Oggi dalla piazza Fausto Pepe vuole atteggiarsi a capopopolo, a sindaco di frontiera, ma il suo tentativo è patetico, quantomeno per la sua condotta politica che non è stata quella di un rivoluzionario, né quella di un Robin Hood che toglieva ai ricchi per alleviare le sofferenze dei poveri.
Continua a mettere in pratica azioni di killeraggio mediatico ai danni di consiglieri comunali dalla specchiata moralità che hanno compiuto un atto previsto dalla legge, ineccepibile e finalizzato ad evitare sperperi di denaro per contributi ed incarichi dell’ultimo minuto, privi di qualsivoglia pianificazione e dettati da un ingannevole tentativo di risolvere negli ultimi trenta giorni tutti i problemi irrisolti di cinque anni di gestione.
Con questi provvedimenti, palesemente elettoralistici, si sarebbe voluto gettare un altro po’ di fumo negli occhi dei cittadini che, mai come in questo momento, necessitano di lucidità e lungimiranza al fine di poter compiere la giusta scelta in un confronto che dovrebbe essere condotto ad armi pari.
Fausto Pepe sta avvelenando il clima politico in città incitando all’odio verso il ‘nemico’.
Noi non abbiamo nulla di cui vergognarci, siamo persone più che degne, il nostro casellario giudiziario è immacolato e possiamo camminare a testa alta.
Noi, è vero, spesso siamo stati a cena in alcuni ristoranti della città, ma lo abbiamo fatto sempre senza nasconderci, e non con il bavero alzato per paura che qualcuno ci vedesse, proprio perché non eravamo colpevoli di tradimenti e di immoralità.
Quanto al tema del ‘tradimento’, in ogni sua declinazione, pubblica e privata, ci si può confrontare con Pepe in ogni momento.
Comunque sia, visto che Pepe è convinto di vincere, potrà sicuramente brindare con la porzione residuale dello spumante utilizzato durante le sue vicende giudiziarie, dai tanti suoi attuali compagni di avventura, semmai ne fosse rimasta qualche goccia, dal momento che, in quel periodo, da quella bottiglia si abbeverarono in tanti’.

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