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Inchiesta Zamparini, Medici: ‘Assordante il silenzio di Pepe, Nardone e Tibaldi sulla vicenda’

Scritto da il 18 aprile 2011 alle 16:57 e archiviato sotto la voce Primo Piano, Territorio. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

In merito alla vicenda giudiziaria del centro commerciale ‘I Sanniti’, interviene il candidato sindaco della lista ORA, Antonio Medici.

‘Qualche giorno fa, a seguito della notifica di atti giudiziari, si è appreso che tecnici comunali, amministratori ed esponenti politici risultano indagati per reati connessi alla costruzione e all’apertura dell’ipermercato Zamparini; tra gli indagati ci sono anche Aldo Damiano, assessore uscente della giunta Pepe e candidato a suo sostegno nella lista Lealtà per Benevento, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo, sostenitori della candidatura a Sindaco di Carmine Nardone.
L’assessore Damiano ha prontamente minimizzato, lasciando falsamente intendere di essere già stato scagionato da altri tribunali; Mastella ha attaccato personalmente il Pubblico Ministero inquirente, come già fatto con Gioacchino Genchi, Luigi De Magistris, i PM di Napoli ed il Procuratore di Santa Maria Capua Vetere, tutti, poi, usciti limpidamente dai procedimenti innescati dalla accuse dell’ex ministro di Giustizia.
La vicenda Zamparini, come ho già avuto modo di affermare, assume un rilievo non solo giudiziario per la città: quell’ipermercato ha prodotto drammi e devastazioni. Centinaia di giovani illusi dalla speranza di un’occupazione stabile, i commercianti li trasferitisi sono stati vessati, i commerciati della città, già in difficoltà per la crisi economica, hanno subito i danni di una concorrenza insostenibile, il territorio è stato oltraggiato da costruzioni e parcheggi in area parco, i reperti archeologici sono stati abbandonati. Quel centro commerciale, in sostanza, è servito ad alimentare clientele e corruttele con disprezzo degli interessi della città. Occupazione, ambiente ed archeologia sono stati utilizzati come pretesti per realizzare politiche di malaffare.
In relazione e tanto, dunque, risulta davvero assordante il silenzio di Pepe, Nardone e Tibaldi sulla vicenda; mentre non perdono occasione per tuonare un contro l’altro sulle alchimie delle coalizioni e delle alleanze tutti insieme, invece, tacciono su una questione così rilevante per la città, dimostrando che nessuno di loro si trova nella condizione di poter dare lezioni di moralità.
Sarebbe il caso, invece, che Fausto Pepe spiegasse, ad esempio, come è possibile che Aldo Damiano, indagato per truffa, corruzione e abuso d’ufficio, e già condannato qualche settimana fa per aver diffamato un dipendente comunale, per fatti sempre connessi alla vicenda Zamparini, sia candidato nelle liste che lo sostengono. Che fine ha fatto il codice etico, di cui SEL ed IDV si riempiono la bocca, e che prevedeva la non candidabilità di persone indagate o condannate?
Nardone, poi, dovrebbe almeno spiegarci come si concilia il suo proclamato concetto di legalità con gli attacchi ai magistrati, in puro stile berlusconiano, del suo alleato e sostenitore Clemente Mastella.
ORA è il momento di far prevalere gli interessi dei giovani, dei piccoli commercianti e dell’ambiente sulle logiche affaristiche e speculative’.

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