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Enti locali, Bosco (Uil): no a tagli indiscriminati

Scritto da il 17 settembre 2011 alle 19:01 e archiviato sotto la voce Attualità, Società. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Fioravante Bosco, leader della Uil sannita, ha partecipato ieri sera al convegno “L’indebolimento degli enti locali nel processo di sviluppo del territorio” inserito nella 13^ festa del caciocavallo in Castelfranco in Miscano.
Presenti Pietro Giallonardo, pro allevatori castelfranchesi, i tre presidenti delle comunità montane sannite Libero Sarchioto, Zaccaria Spina ed Antonio Di Maria, il vice presidente del consiglio provinciale Giuseppe Lamparelli ed i tre segretari generali di CGIL, CISL ed UIL Antonio Aprea, Attilio Petrillo e Fioravante Bosco.
Questo lo stralcio dell’intervento di Fioravante Bosco al convegno: “E’ necessario partire dal riconoscimento delle funzioni essenziali del sistema delle autonomie nell’assetto democratico italiano e nel governo dei processi economici e locali, quale riferimento principale dei cittadini.
Occorre salvaguardare la credibilità delle istituzioni e, se nel passato le reti dei comuni e delle province italiane ha garantito la democrazia, oggi, questa rete, è l’unica che riesce ad avere riconosciuta la rappresentanza dei cittadini, perché comprende meglio i cambiamenti in corso e riesce ad essere locale e globale contemporaneamente.
Proprio per questo i sindaci e gli amministratori locali in generale, hanno una maggiore responsabilità rispetto agli altri livelli di governo.
Oggi per far crescere l’Italia, soprattutto in un momento di grande crisi economica e sociale, occorre che gli enti locali siano messi nella condizione di poter lavorare meglio per garantire nuovi servizi ai cittadini e di far fronte ad una società che cambia molto in fretta e che vede i territori competere tra loro per mantenere o far crescere le opportunità per i propri cittadini.
Con le riforme degli anni 90, l’elezione diretta dei sindaci, dei presidenti di regione, dei presidenti di provincia e la separazione fra le funzioni di indirizzo da quelle di gestione, si sono fatti importanti passi in avanti per la stabilità politica dei governi locali.
Tuttavia gli obiettivi volti a realizzare un processo di maggiore e diffusa responsabilizzazione nella gestione della cosa pubblica non sono stati raggiunti in maniera soddisfacente.
Tutto ciò ha prodotto un’accentuazione dei processi di personalizzazione che tra l’altro sono venuti in contemporanea con la crisi del sistema dei partiti e quindi con l’indebolimento della politica.
Gli orientamenti di sfiducia verso le istituzioni, la sensazione di caduta di credibilità che c’è tra i cittadini nei confronti della politica, trova alimento anche in questo squilibrio di poteri e di relazioni.
La ricetta della Uil vuole prima di tutto far in modo che vi sia una riduzione dei costi della politica a livello centrale, a partire dal dimezzamento dei parlamentari, per poi abolire gli enti inutili sul territorio. Ma gli enti locali non possono essere affossati con il taglio indiscriminato dei trasferimenti proprio perché senza la gestione del territorio tanti piccoli comuni rischiano la desertificazione demografica, economica e sociale, fenomeno ampiamente diffuso nel Sannio”.

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