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Federalismo municipale, le precisazioni della segreteria di Boffa a Boccalone

Scritto da il 16 febbraio 2011 alle 19:52 e archiviato sotto la voce Primo Piano, Territorio. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

La segreteria dell’on.Costantino Boffa, in merito alle dichiarazioni del Consigliere Comunale Nicola Boccalone riguardanti la conferenza stampa sul federalismo municipale, precisa che:
“La conferenza stampa che si è tenuta venerdì 11 febbraio era stata convocata sul tema specifico del decreto sul federalismo municipale, per presentare uno studio che simula gli effetti che produrrà il taglio delle risorse che nel 2010 sono state trasferite dallo Stato ai Comuni sanniti.
Nel corso della conferenza stampa è stato inoltre distribuito un documento agli organi di informazione ed agli intervenuti che, ad ogni buon conto, si trasmette anche al consigliere comunale Nicola Boccalone, documento nel quale viene espressa la posizione complessiva dell’on. Costantnino Boffa e del gruppo parlamentare del Pd sul federalismo fiscale.
E’ stato anche più volte ribadito come lo studio presentato fosse una simulazione di quanto accadrebbe oggi con l’approvazione del decreto sul federalismo fiscale per come era stato trasmesso alla Camera. Si è poi ricordato più volte come le stime sostenute nello studio andranno riviste con le modifiche che saranno introdotte anche alla luce delle proposte presentate dall’Anci in tema di compartecipazione dei Comuni alle imposte e di perequazione.
Si è poi evidenziato il percorso attuativo della legge delega sul federalismo fiscale. La legge delega contiene infatti 20 oggetti. Di questi solo due sono stati pienamente attuati (trasferimento patrimonio e fabbisogni standard Comuni e Province). C’è poi il decreto su Roma Capitale nel quale ancora non sono individuate né le risorse né i poteri e che necessita di un ulteriore intervento normativo. I decreti in corso affrontano 7 temi, mentre per altri 11 oggetti di delega siamo in alto mare. Fra gli “oggetti mancanti” spiccano i fondi perequativi, la perequazione infrastrutturale, gli interventi speciali, i livelli essenziali delle prestazioni nei settori che ancora non li hanno, l’armonizzazione dei bilanci, il vero decreto per Roma Capitale, le Città metropolitane. Ogni decreto, inoltre, richiede ulteriori decreti correttivi, Dpcm, regolamenti e altri atti attuativi. Lo stesso decreto sul federalismo municipale annuncia altri tre decreti (su riforma Tarsu-Tia, riforma addizionale Irpef e fondo perequativo) e due regolamenti.
Sempre in tema di federalismo fiscale si è evidenziato come la base fiscale “a regime” (per la nuova Ici, denominata Imu) sono le seconde case e gli immobili utilizzati per attività produttive: una base fortemente squilibrata non solo fra Nord e Sud, ma anche al loro interno (ad esempio, più vantaggiosa per i Comuni grandi e per quelli turistici, meno per i Comuni piccoli e con poco turismo, con il rischio di accentuare ulteriormente il divario non solo tra Nord e Sud ma tra piccoli comuni e il resto delle città). Accanto all’Imu su seconde case e attività produttive i Comuni si finanzieranno con compartecipazione e perequazione: alla fine c’è una riduzione dell’autonomia impositiva dei Comuni, cioè tutto il contrario del federalismo. La pressione dell’Anci aveva ottenuto una compartecipazione Irpef al 2% che è stata alla fine sostituita da una compartecipazione all’Iva (facoltà che era stata introdotta nella legge da un emendamento PD), più equilibrata perché i consumi procapite sono meno diseguali sui territori italiani dei redditi procapite.
Tuttavia, mentre per le altre basi fiscali i servizi tecnici del Governo e del Parlamento avevano elaborato l’impatto quantitativo comune per comune, questi dati non sono ancora disponibili per l’Iva, entrata in gioco in zona cesarini.
L’Anci ha inoltre ottenuto la garanzia (di principio, ma molto importante) che le compartecipazioni saranno “dinamiche”, fatti salvi i vincoli di finanza pubblica.
Visto però che una ciambella così storta non poteva venire con il buco, l’accordo con l’Anci prevede anche lo sblocco delle addizionali comunali all’Irpef e due “contributi di scopo” facoltativi, sul turismo e per le opere pubbliche. Lo sblocco delle addizionali è immediato per tutti i Comuni che oggi hanno un’addizionale inferiore allo 0,4 per cento, rimandato a un futuro decreto per gli altri. L’Anci ha fatto il suo mestiere, di associazione che difende i Comuni in una situazione disperata per i bilanci degli enti comunali, gravati di tagli pari a circa 2,5 miliardi di euro.
Ne viene fuori un disegno irrazionale e per di più non coordinato con quanto previsto dal disegno sul Codice delle Autonomie. Ci sarà un aumento delle addizionali comunali Irpef, che si sommerà a quello previsto per le addizionali regionali (fino al 3%) nel decreto Regioni. Gli aumenti di Comuni e Regioni saranno scoordinati fra loro, con pesanti ricadute a carico dei redditi da lavoro dipendente e da pensione (che versano l’80 per cento dell’Irpef).
Inoltre, la modifica del testo del decreto sulla perequazione, inserita dal Governo nelle ultime ore, non inciderà in maniera strutturale a correggere gli squilibri che si determinano: si limita a fotocopiare nel decreto ciò che è già scritto nella legge, senza ulteriori elementi di attuazione
Tutto ciò, non solo è stato discusso e commentato dai tanti sindaci, amministratori, forze sociali e sindacali, presenti alla conferenza stampa. ma è contenuto, come detto in precedenza, in un documento consegnato a tutti gli intervenuti. In aggiunta a questo documento sono state distribuite altre due tabelle. La prima illustrava lo studio sulle imposte devolute con il federalismo, i trasferimenti del 2010 e la differenza in termini percentuali. L’altra era la documentazione predisposta dalla Camera dei Deputati sul gettito IRPEF 2009 suddiviso per comuni aggregati per regioni.
Non si capisce dunque come il consigliere comunale Nicola Boccalone possa parlare di “conferenza minimalista” e di “comunicazione politica di stampo populista”. Sono stati infatti discussi tutti i temi e le informazioni che interessano il decreto oggetto della conferenza stampa.
D’altra parte, le critiche al decreto sul federalismo municipale avanzate dal gruppo parlamentare del Pd, e dall’on.Costantino Boffa nel corso della sua conferenza stampa, sono comuni alle critiche dell’intera opposizione parlamentare, compreso il gruppo di Futuro e Libertà che, come noto a tutti, ha votato contro alla richiesta di parere avanzata dalla maggioranza di governo nella Commissione Bicamerale per l’Attuazione del federalismo fiscale. Un voto contrario espresso da Futuro e Liberta assieme agli altri gruppi parlamentari di opposizione.
Ad ogni buon conto si invia il materiale distribuito con la certezza di sviluppare ulteriormente un confronto e un dibattito su questi temi.
Quanto alla richiesta del consigliere Boccalone riguardante alcune informazioni sul Comune di Benevento, la segreteria dell’on. Boffa fa notare come sia curioso, singolare e stravagante cercare di interloquire con il Sindaco della Città di Benevento ponendo i quesiti a un parlamentare e non direttamente al Sindaco stesso. Il consigliere comunale Nicola Boccalone ha infatti a disposizione tutti gli strumenti, previsti dalla legge e dallo statuto e propri della carica che riveste, che gli consentono di esercitare la sua funzione ispettiva. Quindi interpelli direttamente il sindaco, rientra nei diritti e nei doveri di un consigliere comunale.

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