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direttore Antonio De Cristofaro

Camera di Commercio, presentato il 3° Barometro congiunturale Agros

Scritto da il 13 luglio 2011 alle 20:49 e archiviato sotto la voce Attualità, Foto. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Camera di Commercio, presentato il 3° Barometro congiunturale Agros

Con il 3° BAROMETRO CONGIUNTURALE AGROS, presentato stamane da Gennaro Masiello, presidente dell’Ente camerale sannita e da Marilina Labia dell’Istituto Tagliacarne, la Camera di Commercio di Benevento, prosegue e consolida l’attività di monitoraggio ed analisi delle tendenze di breve periodo che caratterizzano il sistema agricolo ed agroalimentare sannita; attività finalizzata a mettere a disposizione degli operatori del settore e dei policy makers della provincia, informazioni puntuali ed aggiornate, sullo stato di salute del sistema agricolo ed agroalimentare locale, funzionali alla progettazione ed alla pianificazione di politiche di sviluppo, oltre che di supporto ad una più efficace definizione delle scelte imprenditoriali dei singoli operatori. L’analisi parte con la disamina dei risultati di una nuova indagine campionaria, realizzata nel mese di maggio 2011 e rivolta a 300 imprese agricole, agroalimentari e del tabacco, analizzando il trend – a consuntivo 2010 – dei più significativi indicatori economico-produttivi delle aziende locali e fornendo indicazioni sugli andamenti delle stesse variabili per il 1° trimestre 2011.
La disamina dei risultati rilevati e la comparazione con quanto emerso nella seconda edizione di AGROS – permettendo la lettura sincronica e diacronica dei risultati – rappresentano un utile punto di riferimento per l’analisi e la valutazione della situazione economica del sistema agricolo ed agroalimentare della provincia e dell’evoluzione di breve periodo dello stesso.
“Si tratta di un’indagine che rappresenta una sorta di patrimonio informativo – ha rimarcato Marilina Labia – uno strumento di analisi per chi fa politica e programmazione, un’occasione per percepire in anticipo le linee di tendenza per costruire un efficace sostengo e accompagno alle imprese”. “Da quest’indagine – aggiunge il presidente Gennaro Masiello – viene fuori un’importante indicazione legata alle criticità dell’export. Rispetto solo al 3% delle imprese agroalimentari esportatrici è il caso di pensare ad un nuovo modello di internazionalizzazione che faccia seguire alle missioni all’estero una più articolata e costante presenza di operatori economici stranieri nella nostra realtà territorio per offrire un pacchetto completo fatto di prodotti di qualità, ma anche di ambiente, tradizioni, cultura, arte e natura. La Camera di Commercio si muoverà in questa dinamica”.

PRINCIPALI RISULTATI
Il sistema agricolo ed agroalimentare sannita – dopo due anni difficili a causa della crisi economica globale – ha sperimentato, a partire dall’ultimo trimestre del 2010, i primi segnali di miglioramento della situazione economica; sulla capacità del sistema economico locale di intercettare appieno gli effetti della ripresa incidono, però, alcuni perduranti elementi di debolezza riconducibili ad aspetti strutturali del sistema produttivo sannita e di governance e di approccio strategico ai mercati peculiari delle imprese che di fatto limitano la capacità reattiva di una parte delle aziende sannite. Rimane sostanzialmente, infatti, inalterato il quadro di fondo che fotografa un sistema produttivo imperniato, su piccolissime imprese, a basso livello di capitalizzazione e con una capacità di investimento modesta, ed ulteriormente compromessa dalla non facile congiuntura di mercato negli ultimi due anni. I risultati del 3° Osservatorio AGROS evidenziano, però, una situazione complessiva nella quale – seppur fra le ombre di numerose condizioni strutturali di svantaggio, che non sembrano ancora in via di soluzione – emergono anche alcune luci e potenzialità da valorizzare ulteriormente per il futuro.
Si fa in particolare riferimento ai seguenti aspetti:

1.Tessuto imprenditoriale non particolarmente strutturato per sovradimensionamento delle tipologie imprenditoriali più semplici
La natura giuridica delle imprese del settore agricolo sannita ben riflette le peculiarità del tessuto produttivo locale, vale a dire la netta prevalenza di ditte individuali (13.083 unità) dovuta alla presenza diffusa di micro e piccole imprese caratterizzate da un asset produttivo e organizzativo-patrimoniale di tipo elementare. Di converso le forme societarie più capitalizzate, per quanto in crescita da diversi anni, rappresentano ancora una frazione non molto significativa delle imprese agricole (0,4% le società di capitale e 0,3% quelle di persone).

2.Base imprenditoriale: segnali di un possibile processo di ispessimento produttivo
Alla data del 31/12/2010 gli indicatori sulla numerosità imprenditoriale in provincia di Benevento registrano la presenza di 13.229 imprese attive nel settore agricoltura, silvicoltura e pesca con una contrazione assoluta di 328 unità e relativa del 2,4% rispetto al 2009.
Da un punto di vista generale, il processo di dismissione aziendale, non deve essere letto per forza in termini negativi. Da una parte, infatti, la crisi economica, che ha caratterizzato il biennio da poco trascorso, ha semplicemente accelerato l’espulsione dal mercato delle imprese meno efficienti, dall’altro la contrazione della numerosità aziendale può nascondere fenomeni di accorpamento o di processi di delocalizzazione.
Nel caso delle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco, invece, il bilancio demografico al 31/12/2010 risulta positivo: rispetto al 2009, infatti, si registra una crescita dell’1,1% (6 unità in valore assoluto) da attribuire, interamente, al comparto dell’industria alimentare che si conferma come uno dei settori di specializzazione dell’industria manifatturiera provinciale.

3.Il 2010: timida ripresa ma permangono le preoccupazioni sulla tenuta competitiva di una parte delle imprese locali
L’analisi delle principali variabili aziendali – produzione, ordini, fatturato, ecc. – rilevate rispetto all’anno precedente (2010/2009) mostra, mediamente, una situazione improntata alla stabilità.
La maggioranza delle aziende sembra – in un contesto di mercato caratterizzato dalla rilevante crisi economica, dall’aumento della pressione competitiva e dalla contrazione dei consumi delle famiglie – tendenzialmente mantenere il passo; in un contesto sostanzialmente stabile, però, il differenziale tra le imprese che hanno registrato incrementi (notevoli o moderati) delle principali variabili aziendali (fatturato, produzione, portafoglio ordini, occupati, ecc.) e quelle che segnalano decrementi è sempre negativo, a testimonianza della flessione complessiva del sistema agricolo ed agroalimentare e della presenza di un gruppo di imprese marginali ed in difficoltà.
Le preoccupazioni sulla tenuta competitiva del sistema sannita è attenuata, in tal senso, dalla comparazione tra saldo a consuntivo (2010/2009) e quello previsto dagli imprenditori: il 2010 si è chiuso, infatti, ponendo in luce performance leggermente migliori rispetto a quanto gli stessi si attendevano.

4.Primo trimestre 2011 improntato alla prudenza. Le imprese del sistema agricolo ed agroalimentare sannita sembrano intravedere, se non la fine della crisi, almeno un allentamento della stessa. L’andamento delle principali variabili aziendali per il 1° trimestre 2011 sono, infatti, maggiormente orientate alla stabilità ed a flessioni più contenute con saldi tra aumenti e diminuzioni ancora negativi ma meno significativi di quelli riscontrati a consuntivo.
Unico indicatore aziendale per il quale gli imprenditori locali si attendono un ulteriore peggioramento è rappresentato dai costi delle materie prime; a tutt’oggi, tale indicatore, risulta quello maggiormente condizionato da una rilevante instabilità e può generare effetti negativi sulle performance delle imprese del settore primario e delle industrie alimentari e delle bevande.

5.Scarsa propensione alla realizzazione investimenti produttivi: solo il 12% delle imprese ha, infatti, effettuato piani di investimento nel 2010 ed una percentuale ancor più ridotta (pari all’10,6%) prevede di porli in essere nel corso del 2011. Nei pochi casi in cui le imprese hanno realizzato un percorso di investimento, questo ha essenzialmente riguardato la sostituzione dei macchinari, senza alcun impatto significativo sul fatturato o sulla produzione aziendale.
Il pur limitato ricorso a nuovi investimenti ha, comunque, prodotto ricadute che non è privo di interesse cercare di verificare. In tale direzione, per quanto attiene agli investimenti realizzati nel 2010, il principale risultato – comune a tutti i comparti interessati dall’indagine – è stato il rinnovo del parco impianti/macchinari (nel 76,1% dei casi) ritenuti obsoleti, segue l’aumento della produttività a parità di occupazione (14,4%) e l’incremento del fatturato (11%).
Da segnalare che il 18,2% degli imprenditori dell’industria agroalimentare dichiara di aver ampliato le proprie quote di mercato; tale ultimo dato mette in evidenza che una parte del tessuto imprenditoriale locale – la più strutturata e competitiva – è riuscita attraverso la corretta e puntuale pianificazione degli investimenti realizzati a rafforzare la propria posizione concorrenziale.
La scarsa attitudine ad investire – appena descritta – trova una parziale giustificazione nelle generali difficoltà che il settore agricolo ed agroalimentare ha registrato negli ultimi anni e nella grave crisi che ha interessato il sistema economico globale, situazione che ha indotto molte imprese a comprimere margini ed utili sulle vendite per sostenere la propria presenza sul mercato, determinando da un lato una sostanziale indisponibilità di denaro da destinare ad investimenti (generalmente finanziati con mezzi propri), dall’altro una crescente preoccupazione ed incertezza sul futuro.
Occorre, di contro, sottolineare che l’indagine sembra evidenziare che le imprese sannite non annettono all’innovazione il valore di leva competitiva, che può agire quale volano del successo aziendale – utile per esempio a superare gap di efficienza in termini di costi – e ridotta risulta la consapevolezza che la competizione improntata esclusivamente sulla variabile prezzo può essere modificata solo attraverso una rilevante differenziazione dei prodotti e dei processi.

6.Mercato prevalentemente locale e esigua quota di imprese export oriented.
Il 74,8% delle imprese si rivolge al mercato locale-provinciale ed il 14,3% a quello regionale. Solo il 10,4% commercializza a livello nazionale ed una quota statisticamente non rilevante opera prevalentemente sul mercato estero. La presenza di realtà a vocazione nazionale è, quindi, decisamente ridotta a conferma che la piccola dimensione dell’azienda influisce fortemente su quelle che sono le capacità di offerta e di distribuzione dei propri prodotti. Rispetto al consuntivo 2009, si deve comunque evidenziare quale prima evidenza di una maggior diversificazione dei mercati, un più elevato livello di penetrazione sul mercato nazionale e la minore presenza su quello regionale.

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