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direttore Antonio De Cristofaro

Referendum 12 e 13 giugno: stravince il Si in tutti i quesiti: i commenti

Scritto da il 13 giugno 2011 alle 21:06 e archiviato sotto la voce Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

E’ un plebiscito di si quello che si delinea osservando i dati che pervengono dal Viminale. Infatti il quorum per i referendum 2011 è stato raggiunto e superato ampiamente per tutti e 4 i quesiti referendari posti all’attenzione dell’elettorato.

Per i due referendum che avevano in oggetto i servizi idrici pubblici locali e le tariffe di tali servizi, l’affluenza alle urne è stata del 57,02%. Per il terzo quesito, ovvero quello sull’energia nucleare, ha votato invece il 56,99% mentre per il quarto quesito, che prendeva in esame il legittimo impedimento, si è espresso il 56.98% degli aventi diritto. Alla chiusura dei seggi di ieri, l’affluenza era già al 41%.

Esaminiamo dunque quesito per quesito quelli che sono i risultati che si stanno delineando riguardo le 4 leggi al vaglio del giudizio popolare in questi referendum. Il primo quesito (scheda rosa), quello dei servizi idrici pubblici locali, nei 21.723 seggi scrutinati sui 61.599 totali, vede il Si assestarsi al 95,52% mentre il No si ferma al 4,48%.

Nel secondo quesito (scheda gialla), relativo alle tariffe del servizio idrico, sono 17.137 le sezioni scrutinate con il Si che raggiunge il 95,96% ed il No che si ferma al 4,04%.

Il terzo quesito (scheda grigia), ovvero quello riguardante l’abrogazione della legge sull’energia nucleare, vede il Si trionfare con il 94,48% nelle 12.328 sezioni scrutinate, mentre il No è al 5.52%. Già oggi Silvio Berlusconi aveva annunciato l’addio al nucleare, in una conferenza stampa da Villa Madama, dove era impegnato in un incontro bilaterale con il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu

Infine, nel quarto quesito (scheda verde), riguardante l’abrogazione del legittimo impedimento, passa ancora una volta nettamente il Si con il 94,96 % ed il No fermo al 5,04% sulle 9.113 sezioni scrutinate.

Anche a Benevento è stata raggiunta la soglia del 50%. Il totale nell’intero Sannio è del 52,03% per il primo quesito (sui servizi pubblici locali); per il secondo (sulla tariffi del servizio idrico) del 52,08%; per il terzo quesito (apertura delle centrali nucleari) del 51,99% e per il quarto (legittimo impedimento) del 52,01%.

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Fausto Pepe – sindaco di Benevento

“La partecipazione e la passione democratica dimostrate nuovamente dai cittadini beneventani hanno contribuito a scrivere una straordinaria pagina di storia del nostro Paese”. Così il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, ha commentato i risultati dell’appuntamento referendario del 12 e 13 giugno a poche ore dalla chiusura delle urne. “I dati ci dicono che circa il 57% degli elettori della nostra comunità si è recato al voto – ha dichiarato il primo cittadino. A ognuno di loro va il mio più sentito ringraziamento, e questo al di là dei propri convincimenti sui singoli quesiti. Oggi era importante dimostrare che in Italia c’è ancora una grande voglia di dire la propria e non dare una delega in bianco a chi ci governa. La città di Benevento ha offerto una risposta all’altezza della sua storia democratica, aderendo, al di là di ogni più rosea previsione, all’invito rivolto alla vigilia perché ciascuno di noi avvertisse il voto come un dovere civico, rigettando al mittente le provocazioni di quanti, anche di esponenti politici di rango nazionale, hanno sponsorizzato l’astensionismo. Per fortuna ha vinto il desiderio di partecipare, di esprimersi liberamente, di decidere il proprio destino su temi importanti quali l’acqua, l’energia e la giustizia. Anche da Benevento è arrivato un segnale forte e chiaro contro chi, in Parlamento e nel Paese, ritiene di mettere in discussione diritti fondamentali che sono alla base del nostro vivere insieme. Da oggi in avanti su argomenti così decisivi per il futuro della nostra Nazione, bisognerà assumere decisioni responsabili e meditate, tenendo presente il bene comune e senza fughe in avanti che rischiano di minare la pace sociale del Paese”. “L’ampia partecipazione al voto e la netta vittoria dei sì – ha continuato il sindaco Pepe – risultano essere inoltre una bocciatura senza appello per il Governo Berlusconi che nei mesi scorsi ha portato avanti un atteggiamento arrogante senza rendersi conto del diffuso movimento e malcontento di cui nel Paese si respira l’aria. Occorre una decisa retromarcia affinchè i cittadini possano tornare a fidarsi di chi siede nelle istituzioni, le quali non possono essere utilizzate per il proprio tornaconto perché sono lo strumento attraverso il quale realizzare politiche rivolte all’interesse generale. Mi auguro che da questa giornata si possa riprendere un cammino più spedito verso una stagione in cui le parole libertà e democrazia tornino ad essere i tratti distintivi della politica”.

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Fioravante Bosco – segretario generale della Uil di Benevento

“Il Paese ha detto no al nucleare e, soprattutto, è stato ribadito un principio sacrosanto che è scritto nell’articolo 3 della Costituzione: la legge è uguale per tutti”. E’ quanto sostiene il segretario generale della Uil di Benevento, Fioravante Bosco, che aggiunge: “La vittoria dei quattro sì testimonia che il Paese è vivo e vuole cambiare. L’arroganza di certi partiti è stata sconfitta ed ora o si fanno le riforme in tema di fisco e sviluppo o si va dritti a votare per il rinnovo del Parlamento”.

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Francesco Zoino – Segretario provinciale Idv

‘Voglio esprimere, a nome dell’Idv, dei suoi iscritti e dei suoi simpatizzanti, la mia grande soddisfazione per il raggiungimento del quorum e la riuscita del referendum.
Non esito a dire che quella di oggi è una giornata epocale per il nostro paese. Era da più di un decennio che non si raggiungeva il quorum in un referendum abrogativo, uno strumento essenziale di espressione democratica il cui abuso, eccessivo e incoerente, ne aveva di fatto svilito la funzione. Invece, grazie a questa esaltante vittoria, esso torna a essere uno dei modi principali con cui un popolo decide per se stesso e attraverso il quale i cittadini riscoprono il valore della partecipazione.
L’Italia sta ritrovando lentamente, ma ineluttabilmente, la strada della democrazia. La strada, cioè, che porta a riappropriarsi dei beni comuni: l’acqua, i suoli, il territorio, l’ambiente. Nonché dei valori comuni, fondamentali per il nostro ordinamento, come il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Tale era la posta in gioco, in questa tornata referendaria, e la battaglia, durissima, è stata vinta. Gli Italiani hanno così dimostrato di voler essere nuovamente protagonisti del proprio futuro.
Un futuro che dice addio ai quasi vent’anni di strapotere berlusconiano, con tutto il suo carico di autoritarismo, ingiustizia sociale, diseguaglianze, privilegi, povertà diffusa, malaffare, illegalità, scandali piccoli e grandi, inettitudine, prevaricazione, censure, servilismo. Perché con il voto espresso al referendum, inevitabilmente caratterizzato da coloriture politiche antigovernative, è evidente che il popolo italiano ha inviato l’ultimo avviso di sfratto al governo Berlusconi e alla sua maggioranza.
Un ringraziamento speciale va dunque a quanti hanno contribuito con il loro impegno a conseguire l’obiettivo. I militanti dell’Idv e degli altri partiti del centrosinistra, numerosissimi anche nelle nostra provincia, che hanno creduto nel successo del referendum e si sono adoperati da subito a raccogliere le firme per presentare i quesiti. Ma anche tutti i membri dei comitati per l’acqua pubblica e del no al nucleare, che, nelle forme dell’autorganizzazione dal basso, su tutto il territorio nazionale, hanno spinto, mediante una martellante campagna comunicativa, gli elettori ad andare ai seggi. È stata, questa, una grande mobilitazione popolare, che non ha avuto padri né capi, ma solo fratelli e sorelle, e i cui frutti saranno giustamente goduti dall’intera collettività’.

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Comitato Acqua Bene Comune della Valle Telesina

‘Nonostante il boicottaggio dei mass media e i ripetuti tentativi di negare l’esercizio di un diritto sancito dalla costituzione, i referendum per fermare i processi di privatizzazione della gestione dell’acqua, promossi dal basso e pubblicizzati dai comitati nati spontaneamente in quasi tutto il nostro territorio, hanno raggiunto il quorum ed i sì hanno stravinto.
E’ una vittoria eccezionale: dopo tanti anni in cui non si raggiungeva il quorum, milioni di persone hanno affollato i seggi per difendere i beni comuni, l’ambiente, la democrazia.
Eccezionale perché si è verificato ciò che sembrava impossibile: promuovere e vincere un referendum senza l’appoggio dei partiti e su temi che hanno visto politiche negative in entrambi gli schieramenti.
Molti si attribuiranno il merito, come abbiamo visto negli ultimi giorni. Evidentemente il grande lavoro svolto dai comitati faceva prevedere l’esito.
A noi interessa solo che sui grandi temi dell’acqua, dell’energia e della giustizia, gli italiani hanno capito che era indispensabile pronunciarsi, per affermare che il bene comune acqua non può essere mercificato, che non si può continuare a produrre energia inquinante, che non esistono persone al di sopra della legge, che i cittadini hanno il diritto di esprimersi sui temi fondamentali.
E, soprattutto, che la difesa dei diritti, a partire dal diritto universale all’acqua, non può essere delegata.
Dobbiamo riprenderci il diritto di decidere sulle questioni fondamentali per la nostra vita, costringere i nostri rappresentanti a rendere conto delle loro scelte, pretendere percorsi di democrazia partecipata, costruire modelli di vita basati sulla sostenibilità, l’equità e la giustizia.
Oggi abbiamo avuto la conferma che quando i cittadini hanno la possibilità di esprimersi, nonostante gli innumerevoli tentativi di questi ultimi anni di svilirne il senso civico a tutti i livelli, lo fanno con convinzione.
4 GRANDI GRAZIE a tutti coloro che si sono recati alle urne dimostrando di essere cittadini e non sudditi’.

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