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Cassa integrazione, Bosco e Maiella (Uil): ‘Si risolva la questione sociale’

Scritto da il 13 giugno 2011 alle 10:39 e archiviato sotto la voce Lavoro. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Secondo l’ultimo studio della Uil 46 province hanno visto aumentare, nel mese di maggio 2011, rispetto allo stesso mese del 2010, le ore di cassa integrazione. Le prime 10 province con l’incremento maggiore risultano: Catanzaro (+ 2.667,10%), Grosseto(+531%), Cagliari (+447,6%), Oristano (+218,5,%), Roma (+193,9%), Pisa (+ 165,4%), La Spezia (+148%), Potenza (+ 142,8%), Ravenna (+124,4%) e Taranto (+116,3%). Al contrario, tra le province che hanno registrato nel periodo considerato la più forte diminuzione delle richieste di cassa integrazione, c’è Asti (- 80,20%), Livorno (-77,7%), Lodi (-75, 2%), Rovigo (-74%), Enna (-69,9%), Matera (-68,8%), Massa C. (-64,7%), Napoli (-61,5%), Bari (-58,3%), Varese (-54,8%). Analizzando i dati su scala provinciale, la Uil evidenzia che sul territorio sannita nel maggio 2010, sono state autorizzate 113.583 ore di cassa integrazione ordinaria. Mentre sono 46.040 le ore di cassa integrazione straordinaria erogate. Somministrate, anche, 13.608 ore di cassa integrazione in deroga. Totale: 173.231. Nel maggio 2011, le ore di cassa integrazione ordinaria risultano 36.957. L’indicatore della straordinaria segna 17.973 ore. Le distribuite in deroga ammontano a 227.080. Totale: 282.010. L’analisi evidenzia che alla differenza dei dati comparati maggio 2010/maggio 2011 corrisponde una percentuale di – 67,5 per gli ammortizzatori sociali ordinari. – 61,0 per la cassa integrazione straordinaria e un +1.568,7 per quella in deroga.
Totale complessivo +62,8″.“La Uil – sostiene il segretario generale Fioravante Bosco – chiede di monitorare il territorio, formando una cabina di regia con il Comune di Benevento e la Provincia per analizzare, con scadenza semestrale, l’andamento e il flusso degli ammortizzatori sociali erogati. Dobbiamo mettere in campo utili correttivi per invertire la rotta dell’ascensore sociale, che non accenna a stabilizzarsi su livelli quantomeno accettabili”. Per Antonio Maiella, portavoce del sindacato, serve invece “una classe imprenditoriale capace di allearsi con il corpo operaio per risolvere la questione sociale su tutto il territorio sannita”.

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