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Ines de Leucio presenta la ‘Borsa dell’innocenza’ con lo scrittore Paolo Scalise.

Scritto da il 11 febbraio 2011 alle 11:55 e archiviato sotto la voce Cultura & Spettacoli. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

In una location inusuale, l’antica locanda Carafilia di Capriglia Irpina, l’artista sannita Ines de Leucio inaugura martedi 15 febbraio – ore 19 – la sua mostra di artigianato artistico e arte del riciclo. La serata di apertura sarà impreziosita dalla presentazione dell’opera “Borsa dell’Innocenza”, realizzata con tecnica mista e decorata con cuciture e colori luminosi. Parteciperà lo scrittore beneventano Paolo Scalise, studioso di simbologia che ha al suo attivo pubblicazioni di saggistica quali “I simboli della fede” e “Il libro degli amanti della sapienza”.
“E’ vivo in me il desiderio di dedicare la Borsa dell’Innocenza al Papa, vescovo di Roma e “dolce Cristo in Terra” come disse Santa Caterina, per due motivi. Uno perché essendo Egli il massimo custode di valori etici e cristiani per un’umanità sana e solidale – spiega Ines de Leucio – desidero rivolgergli la mia denuncia verso il sistema dei poteri forti, sovente indifferente alle necessità e alle problematiche delle categorie sociali deboli e emarginate, che alimenta ingiustizie che si verificano in ogni angolo del mondo. Io sono nativa dell’Australia, terra che fu degli aborigeni, popolo vittima di ingiustizie nella storia. Invoco un mondo nuovo, diverso, dove anche l’arte possa contribuire a sovvertire sentimenti bui e di odio. Altro motivo è che proprio a Roma, nella collettiva internazionale organizzata presso le Sale del Bramante, ho iniziato giusto un anno fa questo percorso artistico, che vede al centro le borse quali portatrici delle mie idee, dei miei progetti ”.
E’ emblematica la frase icona che si scorge all’interno dell’opera, protetta da trasparenze e effetti cromatici suggestivi: “Vittime innocenti di giochi di potere”. La frase emerge chiara alla coscienza e diviene forma affinchè l’osservatore possa considerarsi parte integrante dell’opera espressa.
“La scelta di Carafilia – precisa l’artista – rappresenta sia un attestato di stima verso il patron Gioì della Bruna, tanto umile quanto grande chef della tradizione irpina, sempre sensibile al mondo artistico, sia una testimonianza di indubbie affinità che l’artigianato di qualità, l’arte del decorare hanno con la buona cucina. Entrambi sono testimoni della nostra storia, della nostra cultura, entrambi sono frutto di passione e creatività e trasferiscono alla gente un messaggio vero e coinvolgente.
Ines De Leucio, formatasi negli anni ’90 all’Accademia di Belle Arti di Napoli, è stata allieva dei maestri Carmine Di Ruggiero, Mimmo Jodice, Edgardo Abbozzo. La mostra resterà aperta fino al 15 marzo.
www.inesdeleucio.it

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