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direttore Antonio De Cristofaro

Cassa integrazione, Bosco (Uil): Benevento tra le città più colpite

Scritto da il 11 febbraio 2011 alle 11:38 e archiviato sotto la voce Lavoro. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Secondo l’ultimo studio della Uil 40 province hanno visto aumentare, nel mese di gennaio 2011, rispetto a dicembre 2010, le ore di cassa integrazione. Le prime 5 province con l’incremento maggiore risultano: Asti (più 447,4%), Matera (più 266,1%), Reggio Calabria (più 184,4 %), Benevento (più 183%) e Aosta (più 182,5%). Al contrario, tra le province che hanno registrato nel primo mese dell’anno la più forte contrazione delle richieste di cassa integrazione, c’è Caltanissetta (-97,6%), Lecce (-87,2%), Ferrara (-84,5%), Roma (-84%) e Chieti (-75,4%).
Mentre tra le province con maggior numero di ore autorizzate ai primi 5 posti compaiono: Torino (3,8 milioni di ore), Brescia (3,4 milioni), Milano (3,2milioni), Treviso (2,2milioni) e Napoli (2 milioni). Viceversa, detengono il primato delle 5 province con il più basso numero di ore autorizzate Caltanissetta (2mila), preceduta da Rieti (15mila), da Imperia (20mila), Oristano (21mila) ed Aosta (34mila). Analizzando lo studio del sindacato su scala provinciale, è d’uopo evidenziare dettagliatamente che sul territorio sannita nel dicembre 2010, sono state autorizzate 113.349 ore di cassa integrazione ordinaria. 75.278 di straordinaria. Somministrate, poi, 18.069 ore di cassa integrazione in deroga. Totale: 206.696. Nel gennaio 2011, le ore di cassa integrazione ordinaria risultano 64.729. Il termometro della straordinaria segna 422.236 ore. Le somministrate in deroga ammontano a 98.028. Totale: 584.993. Dall’analisi della Uil nazionale emerge uno scenario non molto rassicurante per Benevento e la sua provincia: le percentuali registrano un – 42,9 % delle ore messe in campo in regime di cassa integrazione ordinaria, ma evidenziano anche un robusto aumento del 460% delle ore somministrate in regime straordinario e un più 442,5% della Cassa in deroga. Altro dato interessante è quello dell’incidenza lavoratori in Cassa integrazione rispetto all’occupazione dipendente su scala provinciale. Nel beneventano figurano 62.135 lavoratori, 3.441 sono invece i sanniti in cassa integrazione. L’incidenza in percentuale dei lavoratori in cassa integrazione sull’occupazione dipendente è del 5,5%. Caustico il commento del segretario generale della Uil di Benevento, Fioravante Bosco: “I dati negativi evidenziati dal rapporto del sindacato, tracciano una mappatura disastrosa del Sannio.
Il tessuto economico territoriale è in forte regressione. Le aziende chiudono e i lavoratori vengono lasciati al proprio destino. Non si invertirà il trend somministrando soltanto ammortizzatori sociali. Serve un concreto slancio da parte della politica. Il perdurare dell’immobilismo economico varato dal Governo e della Regione nei confronti di Benevento hanno indebolito l’intero tessuto sociale. Urge un piano strategico per il Sannio e per le aree interne della Campania. Gli amministratori dovrebbero varare provvedimenti di ristrutturazione, di riconversione industriale per alimentare lo sviluppo di Benevento e provincia. Il Sannio, per ora, è destinato a subire esclusivamente la disoccupazione e la desertificazione demografica” .

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Siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL gas-acqua. Aumento di 120 euro dei minimi ed una ”una tantum” differenziata per i due settori: 658 euro per il settore gas e 300 euro per il lavoratori del settore acqua. Anfida, Anigas, Assogas, Federestrattiva, Confindustria-Energia e Federutility per la parte datoriale e Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil per la parte sindacale, hanno raggiunto l’intesa riferita al triennio 1 gennaio 2010 – 31 dicembre 2012, coprendo anche il periodo di vacanza contrattuale che aveva caratterizzato l’ultimo anno per 50 mila lavoratori.
Per Massimo Bosco, rappresentante sindacale della UILCEM di Benevento, ”l’accordo stipulato ha visto convergere le parti sociali per trovare soluzioni di flessibilità che garantiscano al tempo stesso la tutela dei lavoratori e la sostenibilità economica alle imprese, in un momento complesso come quello che stiamo per affrontare con l’avvio delle gare nel settore del gas ed una riorganizzazione del settore idrico”.

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