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Palazzo Mosti, sospesa la discussione del Puc: si ricomincia l’11 luglio

Scritto da il 7 luglio 2011 alle 18:44 e archiviato sotto la voce Politica, Primo Piano. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Al termine del dibattito generale sul Puc, il Consiglio comunale ha approvato questo pomeriggio la proposta di sospensione avanzata dai consiglieri Capezzone e Lanni (20 voti a favore, 1 astenuto e 4 contrari). Conseguentemente, i lavori riprenderanno lunedì 11 luglio alle ore 9.30 con la discussione delle osservazioni.

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“L’approvazione di questo Piano Urbanistico Comunale chiude una vicenda storica ed apre un percorso amministrativo”. Così il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, ha sinteticamente descritto il passaggio consiliare che sta caratterizzando l’iter procedurale del Puc.

“Dopo anni in cui si è discusso degli strumenti urbanistici da adottare – ha aggiunto il sindaco – dopo aver accumulato un bagaglio di proposte, un patrimonio di esperienze, anche alla luce degli errori che si sono succeduti, abbiamo la possibilità di mettere la parola ‘fine’ ad una fase caratterizzata dall’assenza di regole e dare il via libera ad una nuova stagione di principi ispiratori e regolamenti. Infatti, oggi siamo chiamati ad approvare il Puc ma non si esaurisce qui il compito dal Consiglio che, invece, sull’urbanistica sarà chiamato, attraverso lo strumento degli Api (atti di programmazione degli interventi), a disciplinare di volta in volta con la cadenza temporale che noi tutti riterremo più giusta, la realizzazione ed il via libera dei vani programmati e delle aree all’interno delle quali devono essere applicate le misure previste. Riportiamo nelle mani del Consiglio Comunale il protagonismo dello sviluppo e dell’utilizzo del territorio”.

In apertura del suo intervento Fausto Pepe ha ringraziato tutti i partecipanti ai lavori, sottolineando il ruolo delle opposizioni: “E’ stato garantito dalle opposizioni il numero legale nel corso di questa fase dibattimentale, ringrazio per questa attenzione istituzionale, sia da monito alla maggioranza che dovrà invece essere presente in maniera compatta nella fase delle votazioni”.

Tanti i punti toccati nel corso della relazione dal sindaco: “Il mercato immobiliare di Benevento fornisce oggi cifre non legate allo stato dell’economia reale. Livelli degli affitti e costi delle case irraggiungibili per tantissimi cittadini. Una delle ragioni a cui va ricondotta anche la staticità dei nostri indici demografici: circa 10mila persone che in questi ultimi anni si sono spostati dal Capoluogo ai comuni limitrofi, dove è più accessibile il mercato immobiliare. Bisogna invertire questa tendenza. Offrire a quei beneventani andati via, molto spesso ottenendo una qualità dei servizi più bassa, la possibilità di ritornare. Occorre garantire l’opportunità di risiedere a Benevento, anche questo è alla base del Puc che prevede poco più di 9mila vani a cui però vanno sottratti quelli già esistenti e derivanti dai condoni, quelli delle aree agricole, quelli che saranno necessari a dare vita alla perequazione. In pratica una previsione finale di circa 6.200 vani, necessari a nostro avviso a rendere attrattiva e accogliente la città nei prossimi anni. Per avere un utile termine di paragone bisogna ricordare che il piano proposto dal professore Forte ne prevedeva 8.500. Non c’è alcun rischio di cementificazione della città, non solo per la previsione complessiva ma anche perché resterà nella possibilità del Consiglio disciplinare, modi, luoghi e tempi di realizzazione degli stessi”.

Nel corso della sua disamina il sindaco ha sottolineato la “forte sensibilità ambientale cui è stata ispirata la programmazione”. Affrontati, inoltre, i temi della depurazione e della localizzazione degli impianti, delle aree dove sviluppare il cimitero comunale, della buffer zone Unesco, delle aree da destinare all’Università. A questo proposito, riprendendo spunti emersi nel corso del dibattito consiliare il primo cittadino ha dichiarato che: “La rotonda delle Scienze era stata destinata all’ampliamento dei servizi universitari, esattamente quando l’Università andava ad insediarsi su Benevento. Dopo decenni è possibile ripensare la destinazione di quell’area, e non per agevolare i proprietari di quella superficie ma per garantire al pubblico la realizzazione di un parco, di un terminal di interscambio, di una traiettoria pedonale con via Calandra. Ma per consentire tutto questo bisogna saper contemperare le esigenze anche dei privati. Lo chiarisco, per questa situazione e per tutte le altre che saranno interessate da riclassificazione: chi programma lo sviluppo urbanistico non può e non deve conoscere o diffondere i nomi dei proprietari dei suoli. Non è il privato proprietario l’interlocutore del Comune! Dobbiamo restare fedeli esclusivamente all’idea di sviluppo che vogliamo perseguire. Si sgombri il campo dalle illazioni, dalle cattiverie! Riesca la politica per la prima volta in questi anni a mettere da parte la faziosità e faccia convergenza sugli interessi della città”.

“Con questa programmazione – ha concluso il sindaco di Benevento – l’aula si riappropria della possibilità di scegliere. E’ nelle mani di ciascun consigliere poter proporre miglioramenti, indicare rischi, cancellare aree o modificarne gli assetti: questo è il luogo delle scelte. Chi pensa di poter contribuire all’interesse della collettività non indugi nel semplice allarmismo, ma sia capace di indicare le strade anche più efficaci di quelle proposte per mantenere fuori interessi illeciti. Chi sa di pericoli, o anche solo possibili turbative, renda edotto questo Consiglio, per il ruolo che occupa e per il bene comune. Anche sul tema della legalità il Consiglio è chiamato a fare delle scelte e non può indugiare o pensare di sottrarsi”.

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