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Cives, conclusa la quarta edizione con proposte per il territorio

Scritto da il 6 luglio 2011 alle 12:35 e archiviato sotto la voce Sociale. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Si è tenuta, il 30 giugno, presso il seminario arcivescovile di Benevento, con la presenza del rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Lorenzo Ornaghi, la manifestazione conclusiva di “Cives – Laboratorio di formazione al bene comune”. Il percorso, finalizzato a una formazione all’impegno sociale e politico e destinato in particolare ai giovani, è giunto alla quarta edizione e ha avuto per tema generale “Città e ben vivere”. Cives è promosso dalla diocesi di Benevento – attraverso l’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro – in collaborazione con il Centro di cultura “R. Calabria” e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Formazione alla cittadinanza. “Formare alla cittadinanza – ha evidenziato Ettore Rossi, direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro, introducendo i lavori – è un’opportunità per capire ciò che accade intorno a noi: i grandi mutamenti di scenario e i cambiamenti epocali e quanto si verifica nel nostro contesto più prossimo dove viviamo e dove sperimentiamo le relazioni più significative per la nostra esistenza”. In questo impegno, ha aggiunto, “siamo incoraggiati dagli Orientamenti pastorali dell’episcopato italiano per il decennio 2010-2020, ‘Educare alla vita buona del Vangelo’, in cui si afferma la necessità di una seria educazione alla socialità e alla cittadinanza”. Per Lorenzo Ornaghi, “la democrazia deve essere una conquista quotidiana, perché il rischio che oggi corriamo è la sua stagnazione”. Per interpretare i cambiamenti, ha proseguito il rettore, “abbiamo bisogno di cultura. È fondamentale avere una visione cattolica del mondo. La dottrina sociale della Chiesa alimenta la capacità di agire. Va recuperato il nesso tra la visione culturale e l’agire”.

Ambiente e famiglia. Grazie al Laboratorio, iniziato a novembre 2010, i partecipanti, divisi in gruppi di lavoro, hanno elaborato idee e proposte relative alla vita del territorio intorno a tre temi: “I rapporti economici e ambientali”, “Le relazioni familiari, culturali e sociali”, “Città ed educazione alla vita democratica”. Per quanto riguarda i rapporti economici e ambientali, sono emersi alcuni problemi irrisolti, come la situazione dei fiumi, l’assenza del depuratore, la presenza di una discarica, e alcune caratteristiche, come la vocazione territoriale all’ambiente. Agli amministratori locali i partecipanti al gruppo chiedono “un’opera di sensibilizzazione all’ambiente, fattorie didattiche, progetti educativi di scuola di energia, maggiore comunicazione al cittadino sui temi energetici e ambientali, un incubatore per le giovani imprese”. Nel secondo gruppo si è analizzata la situazione delle famiglie nel Beneventano. Si è registrata, in quest’ambito, una tendenza che non è solo locale: la crisi della figura adulta, con un appiattimento delle relazioni e una certa impreparazione dei genitori su nuovi problemi. Tra le richieste agli amministratori pubblici i partecipanti al gruppo hanno individuato la necessità di “percorsi di auto-aiuto con figure esperte, un ruolo della Chiesa per avvicinare le famiglie in difficoltà, edilizia popolare, percorsi extra-scolastici di educazione all’affettività e alla creatività, monitoraggio del disagio sociale, un laboratorio multiculturale, un’agenzia per la famiglia”.

Una città per tutti. Per quanto riguarda il laboratorio su città ed educazione alla vita democratica, sono stati rilevati “una disaffezione alla vita politica, un calo della partecipazione civica, uno stile di competizione politica basato sul non rispetto dell’avversario”. Valutando le politiche esistenti, è emerso che sono “poche e senza prospettive per quanto riguarda il lavoro giovanile, scarsi gli interventi a favore dell’agricoltura, scarso l’investimento nel campo del turismo”. Agli amministratori si chiede di “scegliere il bene comune come principio del proprio operare, coerenza nel proprio mandato, visitare i quartieri degradati della propria città, ridimensionare gli sprechi, trasparenza amministrativa. “Purtroppo tante città e anche la nostra – ha sottolineato Rossi – mostrano i segni di un volto affaticato, per le tante difficoltà che vivono i suoi componenti più poveri e più deboli, per una più diffusa insofferenza al bene comune in virtù di una sempre più accanita difesa del proprio interesse o privilegio di alcuni a danno degli altri”. La sfida, per la Chiesa beneventana, è “tendere a costruire insieme una città in cui ciascuna persona, compreso chi viene da altri paesi, trovi un posto per ben vivere, lavorare, fare cultura, curarsi, formarsi e pregare”.
Il Presidente della Provincia di Benevento Aniello Cimitile, nel suo intervento, ha apprezzato le proposte presentate avanzate dicendo che “molte di esse sono concretamente avviabili” ed invitando gli organizzatori di Cives ad inviare i risultati dei lavori di gruppo a tutti i rappresentanti istituzionali, per diffonderne la conoscenza. Anche l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Benevento Luigi Scarinzi ha dichiarato di condividere le idee presentate, in particolare in materia di politiche familiari, dichiarando la sua disponibilità ad un confronto più nel merito su ciascuna di esse.
Mons. Andrea Mugione, arcivescovo di Benevento, concludendo l’incontro, ha incoraggiato l’esperienza di Cives, invitando i giovani “a non rimanere alla finestra, ma a impegnarsi in prima persona”. Per il presule, “è necessario, in questa fase storica in cui si va affermando un accentuato individualismo, fare opera di grande discernimento del senso civico per venire incontro alle esigenze delle persone più deboli”. Infine, ha ricordato l’impegno della diocesi di Benevento a favore delle famiglie più povere, attraverso la realizzazione del market solidale insieme con la Provincia e il Comune di Benevento.

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