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direttore Antonio De Cristofaro

Rocca, il Consiglio approva l’aumento del capitale sociale Samte

Scritto da il 5 ottobre 2011 alle 19:54 e archiviato sotto la voce Primo Piano. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Il Consiglio provinciale di Benevento, riunito stamani alla Rocca dei Rettori, ha approvato la ricapitalizzazione con 400mila Euro della Società provinciale per la gestione del ciclo rifiuti (Samte) con 12 voti a favore, 6 contrari e 2 astenuti (Alfredo Cataudo e Nino Lombardi).
L’Assemblea, inoltre, cui ha partecipato anche l’Amministratore Unico della stessa Società Samte on.le Giovanni Zarro, ha discusso anche del bando di gara per i Servizi Samte così come richiesto da una mozione presentata dai Consiglieri provinciali (primo firmatario Catello Di Somma).
I lavori, durati oltre cinque ore, si sono aperti con una relazione dell’assessore all’ambiente Gianluca Aceto, che ha chiesto di approvare il provvedimento, le cui risorse provengono dall’aumento di imposte concesso per legge alla Provincia, per consentire alla Samte di poter avviare la propria operatività a partire dal 1° gennaio 2012.
Alla richiesta si sono opposti con varie argomentazioni i consiglieri di opposizione: Di Somma che ha sottolineato come i fondi potevano essere reperiti mediante gli avanzi di amministrazione; Spartico Capocefalo che ha contestato la legittimità di alcuni atti costitutivi della Società da parte del presidente Cimitile che, a suo giudizio, non ne avrebbe avuto il potere; Dante Molinaro che ha accusato la maggioranza di un difetto di concertazione e di collegialità su questo argomento. L’opposizione ha inoltre contestato il fatto che il Comune di Benevento continuerà a gestire in proprio il servizio.
Il consigliere Lombardi dell’Udeur, contestato l’uso strumentale e politico di questa vicenda, ha chiesto di valutare la possibilità di una deroga all’entrata in vigore delle norme; mentre il capogruppo del Partito Democratico, Claudio Ricci, ha ammonito sui pericoli di un blocco del processo di provincializzazione.
Il consigliere Gennaro Capasso si è detto favorevole alla provincializzazione, ma non che la Provincia gestisca da sola questo processo senza sentire i Comuni che sono interessati direttamente alla buona resa del servizio. Il consigliere Luca Ricciardi ha accusato la maggioranza di aver introdotto una nuova tassa sui cittadini e le aziende per poter aumentare il capitale sociale della società ed ha lamentato presunte illegittimità nei provvedimenti autorizzativi.
Il consigliere Franco Damiano ha chiesto di non derogare dalla provincializzazione dei rifiuti per non arrecare danni al territorio, cui invece si deve garantire la autosufficienza del ciclo gestionale rifiuti. Il problema dell’autonomia concessa al Comune di Benevento è che la TARSU pagata dai cittadini del capoluogo è ben più alta di quella di qualunque altro comune del Sannio e per questo è stato escluso al fine di non far spalmare quei costi su tutti gli altri cittadini sanniti.
Il consigliere Aurelio Bettini ha detto che la Samte, voluta dalla legge nazionale, deve essere messa in grado di lavorare al meglio ed ha quindi chiesto che in futuro vi sia un ulteriore aumento di capitale sociale ed ha auspicato che al più presto in Samte all’Amministratore Unico si affianchino Organi collegiali gestionali della Società, anche al fine di garantire il confronto dialettico e di proposte al suo interno e garantire al meglio la sicurezza degli stessi amministratori.
Nella replica l’assessore Gianluca Aceto ha ricordato che di questo problema si è ampiamente discusso in molte sedi e che comunque la Provincia non può assumersi la responsabilità di disattendere ad un compito imposto per legge e di bloccare il processo di provincializzazione. Aceto ha anche contestato alcuni aspetti delle legislazione vigente.
Il presidente della Provincia Aniello Cimitile, chiudendo il confronto, ha dichiarato che la Samte è stata costituita in piena emergenza l’ultimo giorno dicembre del 2009 a seguito di un decreto legge. Cimitile ha ricordato di aver personalmente chiesto al Presidente del Consiglio Berlusconi come la Samte avrebbe potuto lavorare in carenza di una seria legislazione e di quasi totale assenza di fondi e fu lo stesso Ministro Tremonti a dire che la tassa sulla elettricità concessa alla Provincia poteva essere usata per coprire i costi gestionali del ciclo rifiuti. Cimitile ha quindi sottolineato che la Provincia di Benevento ha imposto l’addizionale più bassa di tutta la Campania.
Il consigliere Ricciardi per dichiarazioni di voto ha detto: ‘Voteremo contro la ricapitalizzazione della Samte perché essa presenta un forte difetto di concertazione, grava sui cittadini attraverso l’addizionale sull’energia elettrica ed anche perché è mancata la concertazione con il territorio e con il Consiglio. Contestiamo la gestione scandalosa dei lavori del Consiglio’.
Si è quindi passati a discutere sul Bando di appalto dei servizi della Samte.
Il consigliere Alfredo Cataudo ha svolto un’ampia relazione con la quale ha contestato che la Samte non può esautorare i Comuni dal progetto di gestione. D’altra parte ha riconosciuto che i Comuni hanno avuto un comportamento spesso estemporaneo nella gestione del ciclo. Il Piano Samte presenta gravi lacune in ordine alle attrezzature ed agli impianti, nonché alle metodiche qualitative per il recupero e il trattamento. I nostri calcoli, ha aggiunto, portano a considerare che la tassazione nei nostri Comuni dovrebbero anche triplicarsi dall’assunzione di responsabilità da parte della Samte. Occorre invece istituire la Tariffa di igiene ambientale (Tia) al posto della Tarsu anche per responsabilizzare al meglio circa la gestione ecocompatibile ed ecosostenibile con una produzione qualititativa del rifiuto. La proposta del gruppo Popolari Udeur è stata infine quella di sospendere la gara d’appalto della Samte; ristabilire il ruolo attivo dei Comuni; l’inclusione nel processo delle attuali unità di personale addetto al servizio di raccolta; applicazione della Tia al posto della Tarsu.
Il consigliere Catello Di Somma ha contestato il dato sulla tassazione diffuso dall’assessore Aceto in merito al costo pro-capite che non sarebbe di 97,40 Euro all’anno per raccolta, trasporto, spazzamento, raccolta, smaltimento, ma ben maggiore con l’aggravante che molti servizi attualmente offerti dai Comuni verrebbero domani negati dalla Samte: quindi prezzi maggiori e servizi minori ed ha nuovamente contestato l’esclusione della città di Benevento dal bando.
Il consigliere Gennaro Capasso ha invocato la creazione di un organismo consultivo al fine di discutere sulla questione della gestione del ciclo dei rifiuti che metta a confronto possibilità e opportunità per consentire una partecipazione attiva ed un controllo su un servizio che riguarda il territorio dei Comuni. Anche Capasso ha contestato l’esclusione della città di Benevento ed ha affermato che non risultano chiari molti termini del servizio che la Samte intende offrire ai cittadini, tra i quali quello della raccolta porta a porta su tutto il territorio anche in ambito rurale.
Il consigliere Capocefalo ha nuovamente contestato la incompetenza del presidente in materia di modifica di Statuto della Samte. Egli ha inoltre contestato anche l’incapacità della Provincia per quanto concerne l’utilizzo di somme messe a disposizione dalla legge per lo smaltimento dei rifiuti. Nessun accenno poi è stata fatta, secondo Capocefalo, per l’inserimento dei lavoratori dei rifiuti. Infine, nessuna informativa, ha detto, è stata data ai consiglieri provinciali.
Il consigliere Molinaro ha aggiunto che il primo obiettivo delle istituzioni dovrebbe essere quello di tutelare maggiormente i propri cittadini. Il consigliere Ricciardi ha sottolineato il deficit d’informazione che per troppo tempo si è avuto sull’argomento. ‘Se provincializzazione deve esserci, servono due condizioni – ha detto: innalzamento della qualità del servizio, la efficacia ed il ventaglio dei servizi offerti, da un lato; e dall’altro la economicità della gestione: mettere a sistema i servizi per ricavare una minore spesa, quindi un minore prelievo nelle tasche dei cittadini. Sul personale: ci sono persone che richiedono il legittimo collocamento, ai quali bisogna dare una risposta’
Ha replicato l’assessore Aceto che ha detto: ‘Oggi stiamo decidendo del futuro del Sannio’. Quindi egli ha puntigliosamente rivendicato tutto il lavoro svolto in questi anni, in un clima di perenne emergenza e di profonda incertezza amministrativa e legislativa, nonché in carenza di risorse finanziarie per gestire il ciclo dei rifiuti.
Egli ha rivendicato a merito dell’Amministrazione Cimitile le risorse straordinarie pervenute per la messa in sicurezza di Sant’Arcangelo Trimonte ed ha rimarcato come il Sannio sia riuscito a bloccare l’invasione di decine e decine di migliaia di tonnellate di rifiuti dal napoletano che invece si registravano sino al 2009. ‘Nessuna crisi da rifiuti si è registrata in questi ultimi due anni nel Sannio’ – ha detto Aceto, rivendicandolo a merito della sua gestione. Inoltre egli ha rivendicato i lavori che sono in corso a Casalduni per consentire di abbattere i conferimenti a Sant’Arcangelo Trimonte ed ha ricordato gli accordi innovativi con Vedelago per un nuovo ciclo di trattamento. Aceto inoltre ha rivendicato le anticipazioni di cassa concesse ai lavoratori dei Consorzi rifiuti, attaccando ancora una volta chi ha impedito che fosse loro concessa la Cassa Integrazione Guadagni: comunque, ha concluso su questo punto, ‘il riassorbimento di tutta la forza lavoro dei Consorzi avverrà solo nel Sannio’. L’assessore quindi ha evidenziato i costi enormi del pregresso che incombono sulla spalle dei contribuenti sanniti anche per le quantità enormi di rifiuti non da loro prodotti ma provenienti dall’area napoletana, nonché per la gestione anche degli impianti ‘post mortem’ e che complessivamente si avvicinano ai 25 milioni di Euro.
La tariffa provinciale beneventana è la più bassa di tutta la Regione – ha poi detto Aceto: affermato che il coordinamento dei sindaci è necessario, ha chiarito che la Tia andrà in vigore nel 2013. A suo giudizio la media del costo di gestione dei rifiuti con i servizi Samte è per ciascun abitante/per anno di 97 Euro; mentre per la sola Benevento il costo assomma a 206 Euro circa e, dunque, questo spiega perché non si sia voluto spalmare i costi della città su tutti i cittadini del Sannio. A suo giudizio i ¾ dei Comuni pagherà in meno, ma un solo quarto pagherà in più. L’obiettivo è il 67% di raccolta differenziata nel 2012 rispetto al 47% attuale.
Giovanni Zarro, Amministratore unico della Samte, ha affermato che il dibattito ha evidenziato come la provincializzazione della gestione del ciclo non è illegittima come asserito dal Comune di Paduli e che il Bando Samte garantisce un costo minore del servizio perché non sminuzzato su 78 realtà diverse.
I conti del servizio sono stati fatti sui dati comunicati dai Comuni – ha detto Zarro: ‘abbiamo costruito un Piano che vuole trasformare in merce il rifiuto che oggi è solo un costo, passando da una condizione artigianale ad una industriale. Con le tecniche di Vedelago, che sono state certificate, noi contiamo di cogliere questo obiettivo anche al fine di cancellare definitivamente le discariche: questo è il nostro obiettivo di fondo e questo dovrebbe inorgoglire’.
Ha concluso quindi il presidente Cimitile: ‘Noi stiamo cercando di mettere a punto un settore produttivo che abbatta i costi perché produce qualcosa e che trasforma i rifiuti in merce creando la più grande Azienda del nostro territorio. Samte non è un carrozzone, ma una società controllata e trasparente. Casalduni non sarà un impianto solo a servizio del Sannio, ma a servizio di altri territori per creare ricchezza che potrà essere reinvestite sul territorio’. Il presidente ha quindi affermato: ‘Guai a noi se ci mettiamo ad alimentare conflitti istituzionali tra Comuni e Province, tra Province e altri enti: questa legislazione è fatta apposta per far litigare tutti contro tutti; ma non è possibile che noi cadiamo in questo gioco perchè altrimenti si crea un disastro su una questione strategica per lo sviluppo che è il servizio dei rifiuti. Dopo un lungo dibattito avuto con i sindaci noi avemmo una indicazione tecnica per due grandi suddivisioni d’intervento: una per la città e l’altra per il resto della Provincia. Le garanzie per i 127 lavoratori dei Consorzi sono previste dalla legge. Resta il problema del controllo della effettiva resa del servizio sul territorio. Infine, la grande preoccupazione è quello di una eventuale ulteriore proroga nella provincializzazione, soprattutto sui nostri territori che non hanno i problemi che si registrano altrove’.

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