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Sant’Agata, commemorazione caduti: il discorso di Valentino

Scritto da il 5 ottobre 2011 alle 19:48 e archiviato sotto la voce Territorio. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Come avviene oramai dal 2002, la Pro Loco, in collaborazione con il Comune di Sant’Agata de’Goti ha organizzato per il 5 ottobre, la manifestazione per la commemorazione dei 5 giovani (Guido Del Tufo, Pasqualino Palma, Domenico Di Caprio, Vincenzo Vigliotta e Vincenzo Casaburo) caduti lo stesso giorno del lontano 1943 in seguito al tentativo, vano, di disinnescare le mine poste dai tedeschi in ritirata. Un rito che si è ripetuto anche quest’anno con la partecipazione dell’Amministrazione Comunale, degli enti militari, istituti scolastici, religiosi, famiglie dei caduti e cittadini. Come da protocollo, dopo il raduno in Piazza Trieste previsto per le ore 11.00 il corteo ha attraversato Viale Vittorio Emanuele III, per giungere in Via Ponte Vecchio ove è stata apposta, dal sindaco, Carmine Valentino, la corona di alloro sul cippo monumentale, dopo la riflessione di preghiera del parroco Don Franco Iannotta.. “Un sacrificio mai dimenticato” è questo il titolo dell’evento in omaggio, appunto, ai 5 giovani santagatesi caduti nel 43′, ha visto la presenza d’onore della Comandata della Marina Militare della Capitaneria di porto di Napoli. Il Primo cittadino ha chiuso la cerimonia con un discorso commemorativo rivolgendosi alle autorità civili, militari, religiose ed ai cittadini intervenuti:
“Siamo tutti convenuti, per ricordare insieme ai nostri giovani martiri, tutte le vittime innocenti della guerra, delle persecuzioni e delle deportazioni. Siamo tutti convenuti, per ricordare insieme ai nostri giovani martiri, tutte le vittime innocenti della guerra, delle persecuzioni e delle deportazioni. “Possa il mio grido di Viva l’Italia libera sovrastare e smorzare il crepitio dei moschetti che mi daranno la morte per il bene e per l’avvenire della nostra Patria e della nostra Bandiera, per le quali muoio felice”. Termina in questo modo una delle lettere di uno di quei tanti “Eroi Italiani” morti per la costruzione della “Democrazia” nel nostro paese. Possiamo, certamente, accomunare a questi eroi i nostri giovani concittadini Vincenzo Casaburo – Guido Del Tufo – Domenico Di Caprio – Pasqualino Palma – Vincenzo Vigliotta, che non esitarono a sacrificare la loro giovane vita nel tentativo di disinnescare le mine lasciate, dalle truppe tedesche in ritirata, sul ponte di accesso alla Città, al fine di agevolare l’ingresso dell’esercito liberatore ed evitare ulteriori disagi e pericoli alla popolazione. L’eroico gesto dei nostri concittadini è indubbiamente, una delle pagine più belle e gloriose della storia della nostra Città e va ad incasellarsi, di diritto,tra i numerosi gesti di eroismo di tanti giovani che mossi da alti valori e ideali misero a repentaglio la propria vita o perirono per servire l’Italia, che deve la sua “Libertà” e le sue fortune proprio all’eroismo dei suoi tanti figli, facendola altresì, divenire uno dei migliori “Paesi” al mondo.I nostri giovani eroi vanno ad unirsi ai tanti che avevano in comune la volontà di lottare personalmente, ognuno con i propri mezzi, per ottenere in Patria la democrazia e il rispetto della libertà individuale, dando così il via al processo di liberazione culminato con la nascita della “Costituzione della Repubblica Italiana”. I frutti della libertà di cui ora godiamo furono coltivati sul nostro suolo con lunghi e mortali dolori e ora tocca a tutti noi impegnarci per non disperdere il grande patrimonio che ci è stato tramandato. La democrazia e la libertà non sono valori eterni, devono essere sempre tutelati e difesi, ognuno deve fare la sua parte, indipendentemente dal ruolo ricoperto nella nostra società, indipendentemente dalla ideologia di parte, perché il “Paese Italia” deve, obbligatoriamente, venire prima di ogni velleità o ambizioni personali, sui grandi temi dobbiamo necessariamente essere uniti e solidali. Non è pensabile uscire dalla grave situazione di crisi economica e sociale che stiamo attraversando, con distinguo legati più a visioni secessioniste che vanno in ogni modo ripudiate, rappresentando le stesse solo azioni deleterie e propagandistiche oltre, che irresponsabili. Giusto ed opportuno , pertanto , il continuo richiamo del Presidente della Repubblica Napolitano, che ha sottolineato che distinguendoci al nostro interno, tra Nord e Sud, tra ideologie politiche contrapposte, l’Italia non è destinata a risalire la china: l’Unità , quale patrimonio ineludibile dell’intera Nazione. Nel ricordo di quel terribile e tragico 5 Ottobre 43 e dei nostri 5 giovani Eroi, dobbiamo far risaltare l’amore per la nostra Italia, con l’auspicio di accomunare tutti attorno a questo nobile pensiero, dedicando lo spazio e l’attenzione dovute a chi è morto o ha combattuto per consentirci di essere quello che siamo. Il significato ideale delle cerimonie commemorative è educare alla convivenza democratica. Assumere la consapevolezza che la costruzione di un futuro di pace nasce dalla conoscenza delle cause presenti e storiche che provocano le discordie e le guerre. Comprendere che pace non è solo assenza di guerra, bensì conquista della coscienza etica di considerare l’altro sempre come fine non come mezzo. E’ più che mai indispensabile e urgente, in un mondo dove le cause di instabilità e le minacce alla pace assumono forme nuove ed insidiose, rammentare alle giovani generazioni l’abisso nel quale la guerra ha saputo precipitare le nazioni in essa coinvolte. E’ combinando in una visione più ampia tutti gli aspetti civili e militari ed è rinnovando una solidarietà profonda tra popolo, forze armate e istituzioni democratiche, che noi possiamo raccogliere nel modo più degno l’eredità di dedizione e sacrificio dei nostri giovani concittadini ed onorarne la memoria di “Caduti” difendendo la dignità della “Nazione Italia”. Con questi sentimenti, saluto e ringrazio le Autorità politiche, Religiose, Militari e Civili, i rappresentanti delle istituzioni , i familiari dei caduti e tutti gli intervenuti”.

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