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Associazione Vivere senza Balbuzie: “Il discorso del Re”, un film da portare nelle scuole

Scritto da il 5 febbraio 2011 alle 15:20 e archiviato sotto la voce AttualitĂ , Scuola. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

“Un concentrato di veritĂ  sulla balbuzie il film “Il discorso del Re”. Dovrebbe essere proposto nelle scuole e commentato dagli insegnanti in modo da far luce sulla balbuzie, spesso oggetto di ironia solo a causa della scarsa conoscenza”. E’ il commento di Enzo Galazzo, Presidente dell’Associazione “Vivere Senza Balbuzie” (http://www.viveresenzabalbuzie.it) al film sulla balbuzie di Re Giorgio VI nelle sale italiane. Dopo il Golden Globe, adesso il film ha ricevuto anche il riconoscimento come miglior film ai Sag Awards, l’ambito premio assegnato dagli attori Usa. E il premio per la migliore interpretazione è andato a Colin Firth, che interpreta re Giorgio VI d’Inghilterra. Adesso si aspettano gli oscar. Un disturbo del linguaggio che insorge tra i 3 e i 7 anni la balbuzie. Colpisce l’1% della popolazione e non comporta nessuna alterazione degli organi di fonazione; il problema si acuisce in presenza di fattori esterni quale la pressione comunicativa (parlare in pubblico, al telefono, un esame) o situazioni di stress emotivo. L’Organizzazione Mondiale della SanitĂ  (OMS) definisce la balbuzie come un disordine nel ritmo della parola per cui il paziente sa cosa vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di arresti, ripetizioni e/o prolungamenti. Il film è un continuo racconto che parla della balbuzie fin troppo bene. Così bene che si comprende che a sceneggiarlo non possa essere stato un “non balbuziente”. E’ infatti David Seidler lo sceneggiatore:  un’infanzia di balbuzie superata ed oggi candidato anche lui all’Oscar. Una storia nella storia dunque. Ricorda ancora bene il dolore che ha vissuto per la balbuzie e, nei primi anni ’70, decise di scrivere una commedia sulla storia della balbuzie di Re Giorgio VI. Ma quando inviò una lettera alla Regina Madre per richiedere il permesso di scrivere la sceneggiatura per il marito defunto, lei lo respinse. “Non durante la mia vita”, gli rispose. “La memoria di quegli eventi è ancora troppo dolorosa”. Seidler ha deciso di aspettare. Non poteva immaginare che la Regina madre sarebbe vissuta fino alla veneranda etĂ  di 102 anni. Molti i temi toccati nel film. La sensibilitĂ  del balbuziente, lo scetticismo nei confronti di una soluzione, la valutazione di una strada che porta alla soluzione solo dopo una sonora sconfitta. E’ infatti dopo il clamoroso blocco nel discorso al Wembley Stadium del duca di York, solo dopo Re d’Inghilterra, che la moglie, impeccabile donna che ama incondizionatamente, si mette alla ricerca della soluzione. Trova Lionel Logue, uomo estremamente pratico, amichevole ma che sa imporsi quando deve. Gli spunti di riflessione sono molti. Emblematica la scena del primo incontro tra il futuro Re e Lionel. Il concetto di paritĂ  nel rapporto maestro-allievo emerge da queste parole: “Che ne dite di Bertie” dice Lionel proponendo un nome alternativo a quello distaccato di Sua Altezza, “Solo la mia famiglia usa questo nome” risponde irritato il futuro Re. “Qui dentro è meglio essere alla pari” ribatte Lionel. E poi ancora Bertie, spiegando che la sfida è il motivo del suo essere lì ma che avrebbe fatto volentieri a meno afferma: “Se fossimo alla pari io non sarei qui. Sarei a casa con mia moglie”. Un susseguirsi di brevi battute cariche di insegnamenti come quella in cui Bertie dice “i miei medici dicono che fumare rilassa la gola”. Decisa arriva la risposta di Lionel: “sono degli idioti”. E qui si fa riferimento ai falsi miti che ruotano intorno alla balbuzie come l’idea che si balbetti sin dalla nascita o che la balbuzie sia un mero blocco meccanico.  “La balbuzie si può correggere. E’ questo il messaggio che emerge. Lionel è un attore fallito che ha cominciato ad aiutare le persone, non è un logopedista come all’inizio si crede. Lionel è un Coach, allena il re balbuziente ai discorsi alla radio usando al posto dei farmaci la comprensione e la fiducia incondizionata nel suo allievo. Certamente mancano alcuni elementi fondamentali nella correzione ma va fin troppo bene considerando che stiamo parlando di ben 75 anni fa” commenta Enzo Galazzo che ha vissuto il ruolo di Bertie (il balbuziente) e da 13 anni vive quello di Lionel.

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