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Puc, Lanni: ‘In Consiglio se ne discuta con il massimo dell’apertura mentale’

Scritto da il 4 luglio 2011 alle 11:07 e archiviato sotto la voce Attualità, Politica. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

In merito al Piano Urbanistico Comunale di cui si discuterà nel prossimo Consiglio è intervenuto Nazzareno Lanni, consigliere Comunale del Gruppo Lealtà per Benevento.
‘La questione preliminare sollevata dai gruppi di opposizione del PIT dimostra come una parte dell’opposizione intenda esercitare il suo ruolo, non avendo ancora capito come mai la città non li ha premiati.
La questione preliminare con un presunto vizio procedurale si pone quando di un argomento non si vuole affrontare nel merito ma si tenta di far alzare nubi minacciando chissà quali tempeste.
Io personalmente, mi sarei aspettato dall’opposizione una discussione sul merito del PUC. Sul metodo adottato, sui contenuti di sviluppo, sulla necessità di introdurre la perequazione al fine di acquisire aree da rendere pubbliche, ed a servizio della collettività, insomma altro.
Ed invece la sola questione preliminare con il pensiero di fermarsi a questo: e no !
Valga il vero.
Se è vero (ed è noto da tempo a tutti, almeno agli operatori di diritto) che con L.R. 1/2001 si è abrogato l’art. 24 L. 16/2004 -che regolamenta (ndr) le procedure di approvazione ed adozione PUC. previsto che ex art. 23 l. cit- ed è stato introdotto l’art. 43 bis (prevendete adozione di regolamento di disciplina per una serie di istituti urbanistici tra cui il PUC) e che l’abrogazione dell’art., 24 della L.R. 16/2004 è in vigore dal 10.06.2011 (giusta previsione nelle norme finali della L:R. 1/2011 cit) è anche vero altro.
E cioè che il regolamento previsto dall’art. 43 bis L. 16/2004 (introdotto dalla L.R. 1/2011) ed ad emanarsi entro 150 gg, è stato approvato dalla G.R. in data 24.05.2011 e pubblicato in Burc il 06.06.2011 e lo stesso prevede all’art. 1 comma 4 che le proposte di PUC già adottate dalla Giunta proseguono secondo la disciplina vigente al tempo di adozione della proposta (la proposta è della Giunta Comunale).
Come ben si vede la verità è ben altra.
Il vero problema è che da un lato il legislatore regionale si è preoccupato di evitare vacatio legis e di assicurare continuità amministrativa, solo che non lo fatto tanto perfettamente da lasciar adito a dubbi (ha stabilito uno stesso termine tra cancellazione della norma ed approvazione del regolamento, dimenticandosi di qualcosa, che ripeto il settore urbanistica regionale fugherà chiarificando)
E come non poteva essere diversamente, se si pensa ai costi per redigere un PUC, ai pareri necessari, a tutte le formalità che si devono comunque affrontare, un PUC che è in linea sia (come previsto dal nuovo futuro quadro normativo) con il Ptcp che con il Ptr.
Solo che non ha costruito perfettamente il meccanismo di sostituzione normativa e possono sorgere alcuni dubbi –di cui non disquisisco- che certamente il settore urbanistica regionale fugherà.
Affrontare la questione deve imporre a tutti l’onere di riportare la verità e non solo quel che fa comodo, pur ritenendo che affrontare la questione attiene al merito ed al contenuto.
Ripeto la città ha votato ed ha premiato l’amministrazione PEPE che per continuità amministrativa ha l’onere di sottoporre il PUC al Consiglio Comunale.
Qui chi si chiude è una parte dell’opposizione, pensando di utilizzare argomenti che però si appalesano chiaramente infondati.
Mi auguro che il dibattito, posto che del PUC se ne prevede l’adozione da parte di ogni singolo Comune della Regione ai seni dell’art. 23 L. cit, in Consiglio sia sereno e scevro da presupposizioni, dibattito che è stato convocato e che va affrontato con il massimo dell’apertura mentale per il bene che si vuole alla città e per ridare slancio all’economia cittadina da troppo tempo asfittica. Poi sulla votazione si vedrà.
Non è questione di fretta ma di continuità amministrativa riprendendo un discorso interrotto nella vecchia consiliatura e da portare a termine, non sottraendoci alle responsabilità di governo’.

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