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Centrale ‘Luminosa’, Abbate esprime il suo dissenso

Scritto da il 2 settembre 2011 alle 11:43 e archiviato sotto la voce Ambiente. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

‘Esprimo il mio più vivo dissenso a proposito della centrale a turbogas “Luminosa”, presso la zona industriale di Ponte Valentino, che ha recentemente ottenuto l’Autorizzazione Integrata Ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente’. E’ quanto scrive in una nota Luigi Abbate – Assessore all’Energia ed all’Ambiente del Comune di Benevento

‘Al di là delle ovvie considerazioni sulla convenienza politica ed economica della realizzazione di una centrale a combustione in un’epoca in cui appare chiaro a tutti che sia invece opportuno puntare sulle rinnovabili, vorrei personalmente porre l’accento sulle gravissime conseguenze in termini di inquinamento atmosferico che questa centrale comporterebbe.
Da un ormai noto studio condotto da Nicola Armaroli e Claudio Po del Cnr, utilizzando dati su impianti analoghi funzionanti in California è emerso che una centrale da 780 MW di potenza, che eroga 4670 GWh di energia, emetterebbe ogni anno, oltre ad anidride carbonica e ossidi di azoto (NOx) già preventivati, anche 290 t di particolato (PM 10, PM 2,5 e PM 0,1 – ovvero le “polveri” sospese in atmosfera, con diametro inferiore rispettivamente a 10-2,5-0,1 millesimi di mm), 9 t di ossidi di zolfo (SOx), 126 t di monossido di carbonio (CO), 205 t di metano e 42 t di altri composti organici volatili; sostanze che sarebbero sottostimate, se non del tutto trascurate, dai progettisti. I suddetti preoccupantissimi valori, nel caso della centrale di Ponte Valentino (con una potenza di 385 MW invece di 780 MW), andrebbero dimezzati ma comunque costituirebbero, senza dubbio alcuno, una serissima minaccia per la salute dei cittadini e per la salubrità del suolo provocando piogge acide e contaminazione chimica del terreno e delle falde acquifere che metterebbero a rischio i marchi DOP, DOC, DOCG ed IGT. Criticabile è anche una normativa che non impone controlli sul particolato secondario (non emesso direttamente ma che si forma poi in atmosfera) fine ed extrafine, cioè PM 2,5 e PM 0,1 particolarmente insidiosi per l’apparato respiratorio.
A supportare queste teorie si è aggiunto poi un nuovo studio congiunto delle Università di Trento e Padova, che ha ulteriormente alimentato le preoccupazioni recentemente espresse da cittadini di tutta Italia in merito alla pericolosità delle emissioni di polveri fini e ultrafini da centrali termoelettriche a turbogas.
Tutto ciò mentre l’Amministrazione comunale ha appena varato un serio piano per fare della città di Benevento il primo Comune ad impatto zero in Italia.
Per un amministratore locale è alquanto triste constatare, da parte del Governo nazionale, un approccio politico che assoggetta agli interessi economici di pochi la salute dei propri cittadini per non parlare poi della cecità strategica dimostrata nel mettere in pericolo l’ecosistema di un territorio a forte vocazione rurale che esprime le sue eccellenze proprio mediante i prodotti della propria terra’.

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