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Comunità montane in difficoltà, interrogazione parlamentare di Boffa

Scritto da il 2 febbraio 2011 alle 14:11 e archiviato sotto la voce Attualità, Lavoro, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

L’on. Costantino Boffa ha presentato un’interrogazione a risposta scritta, indirizzata al Ministro per gli Affari Regionali e al Ministro dell’Economia e delle Finanze, in merito alle note difficoltà che stanno attraversando le Comunità  Montane, e in particolare, i dipendenti della Comunità Montana del Fortore e i lavoratori idraulico-forestali.La  legge 244 del 24 dicembre del 2007, all’art.2, ha attribuito alle Regioni a statuto ordinario l’obiettivo di finanza pubblica di riduzione delle spese delle Comunità Montane attraverso l’adozione di proprie leggi di riordino delle stesse. In ottemperanza a quando disposto dalla legge, dunque, la Regione Campania ha approvato nel 2008 il nuovo ordinamento e disciplina delle Comunità Montane con l’individuazione dei nuovi ambiti territoriali. Alle Comunità Montane spetta il compito di procedere alla rideterminazione delle dotazioni organiche in funzione delle loro effettive necessità. Da qui, la decisione di collocare in mobilità diciassette dipendenti della Comunità Montana del Fortore. Nel testo dell’interrogazione si ricorda come questi lavoratori erano stati assunti in forza di “leggi speciali con fondi consolidati dal Ministero dell’Interno”. “In una situazione complessiva di difficoltà finanziarie che riguarda l’intero comparto delle Comunità Montane in tutta Italia – evidenzia l’on. Costantino Boffa nell’interrogazione -  l’atto con cui la Comunità Montana del Fortore ha proceduto alla messa in mobilità dei diciassette dipendenti rappresenta un caso isolato. La Comunità del Fortore – sottolinea il parlamentare sannita del Pd – opera in un contesto socio-economico già difficile, da anni è in atto un processo forte di desertificazione sociale ed inoltre, anche in virtù della diminuzione del livello essenziale dei servizi ( trasporti, sanità, Istruzione),  la sopravvivenza dei centri abitati è sempre più a rischio”. “ Come più volte ribadito, risultano comprensibili le ragioni alla base di misure volte a porre fine a sprechi e disservizi, ma queste vanno adottate nella consapevolezza che esiste un livello qualitativo dei servizi in favore della collettività che va salvaguardato e migliorato, in particolare in quelle aree già fortemente penalizzate e ad alto rischio di desertificazione sociale”. “Con il mancato trasferimento di risorse, inoltre, si riducono notevolmente le attività e i progetti di difesa del suolo e del territorio che vedono anche l’impegno di tanti lavoratori idraulico-forestali che svolgono una funzione essenziale nella salvaguardia del nostro territorio”. “ A ciò si aggiunge l’incertezza determinata dalla Regione Campania che,  tagliando risorse in tutti i settori, non garantisce l’impegno finanziario su comparti significativi come la difesa del suolo, le iniziative idraulico-forestali  e la bonifica montana. In questo modo si produce un doppio danno perché si colpiscono sia i lavoratori che l’ambiente,  con il conseguente verificarsi  di frane e altri avvenimento dannosi e pericolosi per i cittadini, le nostre comunità, il nostro territorio”. Nel testo dell’interrogazione riveste posizione centrale la sentenza della Corte Costituzionale (n.  326/2010, depositata il 17/11/2010) con la quale è dichiarata, tra le altre, l’illegittimità costituzionale della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2010) nella parte in cui sopprime il concorso dello Stato al finanziamento delle Comunità montane con il fondo nazionale ordinario per gli investimenti. Da qui la richiesta, ai Ministri interrogati, di adottare quei provvedimenti idonei ad uniformare la disciplina inerente le Comunità Montane a quanto previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale, ripristinando i capitoli di spesa che le riguardano al fine di consentire alle stesse una seria e concreta attività di programmazione, anche di quelle attività idraulico-forestali, tra l’altro decisive in un territorio particolarmente a rischio come il nostro. 

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