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direttore Antonio De Cristofaro

Lavoratori ex consorzi, Cgil, Cisl, Uil scaricano la responsabilità sulle istituzioni

Scritto da il 1 agosto 2011 alle 19:29 e archiviato sotto la voce Lavoro. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

In merito alla decisione del TAR Campania di non concedere la Cassa integrazione ai lavoratori dei disciolti consorzi di bonifica, intervengono le Segreterie provinciali di CGIL, CISL, UIL Benevento.
Di seguito la nota integrale:
‘Per meglio capire i fatti della lunga vertenza dei Consorzi BN1, BN2 e BN3, è utile segnalarvi quanto segue: La pronuncia del TAR Campania del 28 luglio 2011 ha evidenziato (pagina 3 dell’ordinanza N. 04024/2011) che i Commissari degli ex Consorzi Rifiuti Bn1, BN2 e BN3 e il Dipartimento della protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, non hanno mai inviato la Pianta organica dei lavoratori in questione al TAR, presupposto indispensabile per il riscontro del personale in esubero e la concessione della CIG in deroga.
È stato facile, pertanto, che i giudici del TAR sospendessero il ricorso alla Cassa integrazione, proposto dal Consorzio stesso contro la Regione Campania.
Nel momento in cui la Regione Campania ha annullato la Cassa integrazione per vizi procedurali abbiamo immediatamente dato incarico ai nostri legali di intraprendere tutte le azioni giudiziarie volte al conseguimento delle retribuzioni maturate dai lavoratori in questi mesi.

Abbiamo ottenuto dei provvedimenti d’urgenza presso il Tribunale di Benevento che ci hanno dato ragione e che sanciscono il diritto dei lavoratori da noi rappresentati – circa la metà dell’intera forza lavoro dei consorzi – all’immediata ripresa dell’attività lavorativa ed al risarcimento di tutte le mensilità dovute. Anche la strada giudiziaria che abbiamo intrapreso, volta al conseguimento degli stipendi, è destinata per motivi di procedura a durare nel tempo.
Gli enti pubblici, tra cui i consorzi, hanno ben 120 giorni di tempo per ottemperare agli ordini di pagamento provenienti dai Tribunali, decorsi i quali, in caso di mancato pagamento, si dovrà intraprendere la strada dei pignoramenti, con un ulteriore passaggio davanti al giudice ed ulteriore perdita di tempo.

Ai critici ed a chi spara a zero sul nostro lavoro, questi sono i fatti da noi compiuti.
Oggi come ieri dobbiamo prendere atto del fatto che non sarà la strada giudiziaria a risolvere, nel prossimo anno, il problema di queste famiglie..
In questi mesi si è fatta molta demagogia sulla pelle dei lavoratori.

Abbiamo sempre e unicamente richiesto che i lavoratori tornassero in servizio a svolgere il loro lavoro.
I Consorzi e le Istituzioni Pubbliche, più volte sollecitate, non hanno mostrato alcun interesse né al mantenimento dei livelli occupazionali, né ad un sostegno economico.
Il ricorso alla Cassa integrazione è stato proposto dai Commissari liquidatori dei Consorzi perché non c’è stata nessuna disponibilità, né da parte dei Comuni che della stessa Provincia, a ricollocare a lavoro i 127 lavoratori dipendenti.

Nonostante i vari solleciti da parte del Prefetto, i Comuni e la Provincia non sono intervenuti in nessun modo sulla ricollocazione al lavoro dei dipendenti. Pertanto, l’unica tesi da sostenere era quella della CIG, per evitare i licenziamenti e tenere agganciati i lavoratori all’Azienda, garantendo loro un sostegno al reddito.
Mai sosterremo la strada dei licenziamenti!

Non vogliamo e non pretendiamo schivare le nostre responsabilità; difatti, è da più di un anno che seguiamo l’intera vertenza, e continueremo a farlo con tenacia per risolvere definitivamente il problema e ridare il lavoro a questi sfortunati lavoratori.
Non saranno i Tribunali, ma dovranno essere i soggetti Istituzionali più responsabili ad attivarsi politicamente, affinché vengano reperite nell’immediato le risorse necessarie a far sì che il servizio di raccolta differenziata, nella nostra Provincia, si effettui già da domani.

Le critiche, se costruttive, potranno aiutarci a migliorare, ma fare populismo ed essere sciacalli delle sventure dei lavoratori dei consorzi, è cosa poco dignitosa.
Abbiamo, pertanto, chiesto al Prefetto di riconvocare gli stessi soggetti che ci proposero la CIG, al fine di affrontare e decidere, in maniera celere, come assicurare lo stipendio ai 127 lavoratori ed alle loro famiglie.

D’altro canto, l’articolo 36 della nostra Carta Costituzionale prevede che “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa”, principio posto fortemente in dubbio dall’intrecciarsi dei comportamenti omissivi da parte delle Istituzioni.
Benevento, 1° agosto 2011’.
Le Segreterie provinciali CGIL, CISL, UIL Benevento

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