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Cives, la Giuria Popolare discute le politiche energetiche nel Sannio

Scritto da il 1 marzo 2011 alle 10:03 e archiviato sotto la voce Primo Piano, Sociale, Territorio. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Si terrà giovedì 3 marzo alle ore 17, presso la sala del Centro di Cultura a piazza Orsini 33, la seconda sessione della Giuria Popolare.
Questo esperimento, condotto con la direzione scientifica di un docente dell’Università Cattolica di Piacenza e finora inedito nel Mezzogiorno, rientra nelle iniziative della quarta edizione di CIVES – Laboratorio di Formazione al Bene Comune, organizzato dall’Ufficio Problemi Sociali e Lavoro della Diocesi di Benevento, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Centro di Cultura “Raffaele Calabria” d’intesa con la Provincia di Benevento – Assessorato alle Politiche Energetiche.

Alcuni cittadini di Benevento, individuati attraverso l’elaborazione di un campione casuale stratificato e, quindi, rispettoso delle caratteristiche della popolazione cittadina in termini di età, sesso e quartiere di residenza, sono stati invitati a partecipare alla Giuria Popolare.
Nella prima sessione, che si è svolta il 24 febbraio, Gianvito Bello, assessore provinciale alle Politiche Energetiche, ha illustrato lo stato di avanzamento delle linee di programma e dei progetti prioritari.
I giurati si incontreranno giovedì prossimo per discutere, quindi, delle politiche energetiche provinciali e deliberare una posizione comune che verrà trasmessa ai decisori politici sotto forma di raccomandazione.

“La Provincia di Benevento – ha esordito l’assessore Bello nell’incontro di giovedì scorso – ha subito attivato una governance istituzionale e territoriale molto innovativa per quanto attiene le politiche energetiche creando reti sul territorio (ha stipulato un protocolli d’intesa con i 78 comuni della provincia, un accordo di programma con la Regione Campania e ha coinvolto l’ Università del Sannio, Confindustria e una serie di associazioni sul territorio). La nostra Provincia presiede il “Patto delle Province” (una rete di 41 province delle 8 regioni del Mezzogiorno) che sta portando avanti accordi di programma con i Ministeri”.

“Le direttrici sulle quali si sta muovendo la Provincia – ha affermato l’assessore – sono essenzialmente tre: efficientamento degli edifici pubblici e privati; produzione di energia da fonti rinnovabili; comunicazione, informazione, coinvolgimento dei cittadini. I nostri edifici sono dei colabrodo dal punto di vista energetico perché infissi e mura favoriscono la dispersione termica. Le vecchie caldaie, inoltre, rilasciano nell’aria un’alta percentuale di anidride carbonica e la produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, biomassa, cogenerazione, trigenerazione ecc.) è praticamente nulla”.

Sull’efficientamento degli edifici la Provincia ha invitato i cittadini che costruiscono o ristrutturano le proprie abitazioni a verificare gli standard minimi da rispettare e si è organizzata per promuovere corsi di formazione per gli addetti ai lavori.

“Sul fronte delle rinnovabili – ha affermato Bello – la Provincia ha emanato un bando con il quale finanzia completamente l’installazione di impianti fotovoltaici per abitazioni private. Inoltre, invece di grossi impianti eolici che deturpano l’ambiente, per la produzione di energia sul territorio si sta cercando di favorire reti di piccoli campi fotovoltaici. Oggi noi abbiamo invertito completamente la tendenza e abbiamo detto: va benissimo continuare sulla strada delle rinnovabili però anziché fare dei grandi mostri o dei grandi interventi che modificano molto l’ambiente, abbiamo inserito nel nostro PTCP (Piano territoriale di coordinamento provinciale) una serie di interventi di rete:
– la rete dei piccoli campi fotovoltaici (quindi campi da un megawatt),
– la rete dei piccoli eolici (mini eolico o micro eolico). Tra poco ci abitueremo come in America ad avere nelle nostre aziende agricole una pala eolica in prossimità dell’abitazione, che non deturpa l’ambiente ma che produce energia per l’ambiente che poi il coltivatore può addirittura vendere
– la rete dei piccoli impianti di biomasse legati al concetto di filiera corta.”

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