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2 novembre: Coldiretti, verranno spesi 400 milioni per i fiori

Scritto da il 31 ottobre 2010 alle 13:15 e archiviato sotto la voce Primo Piano, Territorio. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Per gli italiani la ricorrenza del 2 novembre resta un appuntamento da ricordare nel rispetto della tradizione, con una spesa di circa 400 milioni di euro nell’acquisto di fiori, nonostante la crisi. E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che il crisantemo e’ il dono preferito in questa occasione. I prezzi sono stabili rispetto allo scorso anno e – precisa la Coldiretti – variano a seconda del momento e dei luoghi e per questo e’ opportuno, nonostante il tipo di ricorrenza, non fare acquisti di impulso, ma verificare e mettere a confronto i diversi prezzi sul mercato. La scelta e’ ampia tra steli recisi e in vaso donati nelle diverse forme (pon pon, a dalia, a fiore grande, ad anemone, a margherita e spider) con uno o piu’ fiori per stelo e – sottolinea la Coldiretti – nei diversi colori (giallo, bianco, fucsia). I prezzi di vendita per i fiori recisi – riferisce la Coldiretti – variano da 1,5 euro a 7 euro per quelli piu’ grandi e possono arrivare ai 15 euro se si tratta di crisantemi in vaso o di mazzi con piu’ fiori. Per fare durare di piu’ i fiori si consiglia – sostiene la Coldiretti – di cambiare l’acqua nei vasi ogni due o tre giorni e di tagliare il gambo dei fiori cogliendo, se possibile, l’occasione di ripetere la visita di commemorazione.La produzione del crisantemo e’ sicuramente una delle tecniche piu’ complesse del florovivaismo italiano, basti pensare al fatto che – spiega la Coldiretti – occorre “programmare” la fioritura, dosando le ore di buio e di luce con la copertura delle piante in funzione del momento in cui i fiori verranno messi in commercio. In Italia – continua la Coldiretti – e’ coltivato in diverse aree del Paese, anche se le regioni di maggior produzione sono la Liguria , la Campania, il Lazio, la Toscana , la Puglia e la Sicilia. Il crisantemo o fiore d’oro (dal greco chryso’s (oro) e a’nthemon (fiore)) viene coltivato in Cina ben cinque secoli prima di Cristo. In Europa, i primi crisantemi furono diffusi alla fine del 1700, prima in Francia, poi in Italia, e in Inghilterra. In principio era una vera rarita’ esotica, ma col tempo se ne diffuse la coltivazione casalinga. Se in Italia il crisantemo ci ricorda soprattutto il giorno dei defunti, in Giappone – conclude la Coldiretti – e’ fiore nazionale, emblema araldico della famiglia imperiale e il principale ornamento floreale utilizzato per la celebrazione delle nozze, mentre in molti Paesi e’ il simbolo della vita, della forza d’animo e della pace. Il crisantemo e’ anche conosciuto per le proprieta’ terapeutiche e il suo aroma in cucina. I ricettari europei dei secoli scorsi lo ponevano ad un posto d’onore. In particolare il “Chrysanthemum vulgare”, noto anche come tanaceto o erba amara, godeva di grande considerazione. Il suo particolare aroma era sfruttato per frittate, pasticci di carne, per il pesce, e crudo nelle insalate. Il tanaceto e’ ricco di proprieta’ salutari, fra cui quella di sollecitare l’attivita’ della mucosa gastrica.¬†

                                                                                                                               Fonte: Agi

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