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Riforma Gelmini: Flc Cgil chiede a Università del Sannio di intervenire per ritiro ddl

Scritto da il 28 novembre 2010 alle 10:53 e archiviato sotto la voce Attualità, Scuola, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Continuiamo a credere che, in linea con quanto espresso nell’Assemblea di Ateneo, nella maggioranza degli interventi di quel giorno, Senato e Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo sannita possano esprimere una posizione forte contro il DdL Gelmini per chiederne il ritiro.
In quella occasione come oggi le ragioni della richiesta sono:
1.perché mortifica il ruolo e la dignità del lavoro tecnico-amministrativo, escludendo il personale dal diritto a essere rappresentati negli organi accademici;
2.perché affidando la governance dell’Università Pubblica nell’esclusivo potere del rettore e dei suoi “esperti” le si consegna, a quella stessa casta che porta la responsabilità della crisi dell’Università, il compito di migliorarla e risanarla; inoltre, si vogliono trasformare i consigli di amministrazione delle università in luoghi di lottizzazione i cui seggi saranno spartiti fra amici e sodali del potente di turno;
3.perché ridimensionando e smantellando didattica, ricerca e servizi dell’Università Pubblica si nega il diritto allo studio, si impedisce la mobilità sociale, si disconosce il merito, si favorisce la “fuga dei cervelli ” e si mette a rischio il futuro di quanti si azzarderanno a restare;
4.perché, se il merito consiste nel riconoscere più fondi agli atenei virtuosi, si fanno pagare ai lavoratori, agli studenti, ai precari le colpe di quanti hanno malgovernato gli atenei e le conseguenze delle politiche dei tagli;
5.perché sancisce la definitiva trasformazione dell’Università Pubblica in fabbrica della precarietà per intere generazioni di figli dei meno fortunati;
6.perché precarizza il lavoro tecnico-amministrativo o direttamente o attraverso appalti, esternalizzazioni, fusioni, federazioni di atenei, costituzione di fondazioni, ridimensionamento di corsi, sedi, strutture, didattica, ricerca, servizi, ecc. ecc.
7.perché la riduzione della spesa pubblica attraverso lo smantellamento e la privatizzazione di Scuola, Sanità, Università, Ricerca, Previdenza ecc. non porta al risanamento dei conti pubblici e nemmeno a migliori servizi per i cittadini, ma solo aumento delle tasse universitarie che piega il già debole tessuto socio-economico del territorio sannita, dal quale proviene la maggioranza degli studenti;
8.perché sia garantita ai giovani meritevoli la possibilità di accedere alla carriera di ricercatore universitario
9.perché vanno ritirati i tagli ai bilanci prima della discussione di una vera riforma condivisa dalla comunità universitaria che faccia dell’Università italiana una Università Pubblica, Libera e Aperta.
10.perché trasforma il diritto di studio in indebitamento preventivo, estende la precarizzazione della docenza e della ricerca cancellando prospettive e sopprimendo diritti, restringe le prospettive di carriera di ricercatori e docenti, scatena insani conflitti fra categorie a tutti i livelli, dalle facoltà all’interno dei singoli gruppi di ricerca.

                                               Vincenzo Delli Veneri, segretario Flc Cgil Benevento

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