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A San Leucio del Sannio la 23° Festa dell’anziano

Scritto da il 15 dicembre 2010 alle 17:48 e archiviato sotto la voce Attualità, Società. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Nel quadro della 23° Festa dell’anziano, il 21 dicembre fondata e organizzata da Pietro Zerella, Presidente del Consiglio Comunale e del centro Sociale Anziani, nella quale vengono festeggiate le persone meno giovani del Paese, e le coppie di sposi che anno compiuto i 50 anni di matrimonio, quest’anno spicca la figura della ultracentenaria (104) Ida Varricchio. Ida Varricchio nata a Casale Maccabei il 13.1.1907, coniugata con Vespasiano Francesca. Nel 1928 la coppia di giovani sposi, andò ad abitare in una zona più in alto e assolata, alla Contrada S. Marcello. I dure coniugi misero al mondo cinque figli. Atonia, Esterina Bice, Lesina e Cosimo. Il marito Vespasiano era un buon agricoltore, i suoi terreni erano fruttiferi ed il tabacco, il vino e l’olio portavano ricchezza alla famiglia. Coltivare quel terreno non era facile perché situato nei pressi di “Ripa Lupina” era infestato da corvi, ed ogni volta che seminava il grano correvano subito a beccarlo, era una continua guerra con i neri volatili. La frutta e gli ortaggi, venivano venduti sul mercato di Porta Rufina di Benevento. Ogni mattina, Ida, con il cesto pieno sulla testa, a piedi, e scalza, i zoccoli si mettevano solo all’ingresso della città, camminava spedita e disinvolta come un’indossatrice. Al ritorno, cucinava, e subito dopo correva in campagna ad aiutare il marito. La Signora Ida ha sempre lavorato, è stata moglie e madre e in seguito anche capo famiglia perché ebbe la sventura di perdere il marito quando lui aveva appena 37 anni. Ida non si scoraggiò, continuò a coltivare il terreno ed andare a vendere in piazza, poi i figli diventati adulti la sollevarono un po’ dal gravoso compito. Oggi vive con il figlio Cosimo e la nuora Giovanna. Ha 12 nipoti e 20 pronipoti. Di Aida Varricchio, la nonna del paese, ne parlammo diffusamente quando festeggiò i 100 anni. Da allora per la ultracentenaria Aida sembra che il tempo si sia fermato. Allora ancora dava qualche zappetta nel suo orticello, oggi che ha 103 anni e tra qualche settimana entrerà nei 104, si lamenta che non ci sente bene, per il resto è ancora vispa e lucida ed è sempre di buon umore. La mattina si sveglia presto verso le sette e da la sveglia alla famiglia che ancora sonnecchia. Il figlio Cosimo, con amorevole pazienza: “mamma stai ancora a letto, cosa devi fare per tutta una giornata”. Il miglior tempo lo trascorre seduta sul divano davanti alla televisione. Legge qualcosa e si dice spesso il rosario ed è molto devota di padre e Pio. La sera va a dormire verso le nove e fa un lungo sonno fino al mattino. Durante i pasti gli piace bere un buon bicchiere di vino rosso e dopo non disdegna un buon caffè. Il figlio e la nuora l’assistono con amore e non la lasciano mai sola, anche se lei è ancora autonoma nelle sue cose personali. Sino al qualche anno fa, nelle ricorrenze, era lei che andava dalle figlie, ora, dice il figlio che non se la sente più di uscire di casa. San Leucio ha avuto altri centenari, Pepe Camilla 104 anni, Carmela Lepore 102, recentemente Varricchio Raffaele, 101 anni, da poco deceduto e Assunta Bosso 100, trasferitasi da qualche anno in Arpaise. Un altro centenario, Armando Facchiano, che ha vissuto i suoi ultimi anni a Napoli. San Leucio del Sannio, si potrebbe definire il”paese dei centenari” dove si vive più a lungo.

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