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Medioevo Latino, la lectio magistralis di Ortensio Zecchino sigilla il VI Convegno

Scritto da il 12 novembre 2010 alle 18:01 e archiviato sotto la voce AttualitĂ . Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

E’ alle battute finali il VI Convegno del Comitato Internazionale per il Medioevo Latino che vede impegnati a Benevento oltre centoventi studiosi di letteratura latina del medioevo provenienti dalle principali realtĂ  accademiche europee e nordamericane. Domani mattina si terrĂ  l’ultima fase delle sessioni parallele con la presentazione degli studi dei convegnisti. Dalle 9 alle 13 si affronterĂ  il tema “autori e autorialità” nella letteratura latina del medioevo da diverse angolature: storiografia e politica, florilegia, enciclopedia e riuso dei classici. Le sessioni saranno presiedute da Errico Cuozzo, Ferruccio Bertini, Francesco Di Donato, Pascale Bourgain. Presso il Salone della Biblioteca Capitolare Mario Iadanza, direttore dell’Ufficio Cultura e Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Benevento, docente presso l’UniversitĂ  degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa” di Napoli e coordinatore del Convegno, parlerĂ  alla platea di Willibald e Hugeburc: un rapporto di auctoritas? Nel pomeriggio il gruppo degli accademici sarĂ  ad Ariano Irpino dove visiterĂ  il Castello e il Museo della CiviltĂ  Normanna. A seguire Ortensio Zecchino, docente di Storia delle Istituzioni medievali presso l’UniversitĂ  degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa”, terrĂ  la terza lectio magistralis del Convegno, dal titolo Una stravolgente variante nelle Constitutiones Melphitanae. La prima lectio si è tenuta a Napoli durante la prima seduta inaugurale. Enrico Menestò ha ricordato Claudio Leonardi, padre della mediolatinistica italiana, fondatore della SocietĂ  Italiana per lo Studio del Medioevo Latino – SISMEL – che ha sede a Firenze presso la prestigiosa Certosa del Galluzzo, venuto a mancare lo scorso 21 maggio. La seconda lectio magistralis è stata quella di Jan Ziolkowski, presidente del Comitato Internazionale per il Medioevo Latino, che giovedì mattina a Benevento ha esposto le problematiche legate allo studio della materia in oggetto nel XXI secolo. Due sono stati, in particolare, i punti affrontati: la crisi della ricerca umanistica a livello planetario e l’impatto delle nuove tecnologie della comunicazione sulla ricerca umanistica. SarĂ  lo stesso Ziolkowski, al termine dell’intervento di Zecchino, ad annunciare il prossimo convegno. Stasera, alle 21,30, nella suggestiva Chiesa di Santa Sofia di Benevento il Maestro Lupo Ciaglia dirigerĂ  il Coro “Santa Cecilia” della Chiesa Cattedrale di Benevento per un Concerto di Canto Beneventano. Il Concerto sarĂ  di sole voci, senza l’accompagnamento e l’ausilio di strumenti musicali. Per rendere partecipi anche gli ascoltatori meno esperti l’esecuzione dei pezzi sarĂ  preceduta da momenti didascalici. Le trascrizioni sono del state curate da Thomas Kelly, professore del Dipartimento di Musica ad Harvard (Massachusetts), tra i massimi conoscitori della materia. Il Canto Beneventano è un canto liturgico, espressione della cultura longobarda. Venne usato  nei territori dell’Italia meridionale di dominio longobardo nei secoli VII – VIII – IX e X d. C. fin quando Roma ordinò di mettere fine ai particolarismi.

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