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direttore Antonio De Cristofaro

Tagli al settore cultura, anche il comune di Benevento aderisce alla mobilitazione

Scritto da il 10 novembre 2010 alle 16:55 e archiviato sotto la voce Attualità, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Il Comune di Benevento aderisce all’iniziativa “12 novembre 2010: Porte chiuse, luci accese sulla cultura” promossa da Federculture (la Federazione delle aziende dei servizi pubblici locali per la cultura) e da ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), con il sostegno del FAI (Fondo Ambiente Italiano). Si tratta di una mobilitazione nazionale  per richiamare l’attenzione sugli effetti dirompenti che la manovra finanziaria avrà sul settore dei beni e delle attività culturali, già a partire dal prossimo anno, e per riaffermare il diritto alla conoscenza. Anche a Benevento, come a Roma, Venezia, Milano, Torino, Bari passando per Grosseto, Matera e Foggia, solo per citarne alcune, l’amministrazione si mobiliterà per sensibilizzare l’opinione pubblica, il mondo politico e il Governo innanzitutto rispetto alla necessità di modificare quegli articoli della manovra che altrimenti assesteranno un durissimo colpo alla cultura italiana, ma anche per riaffermare il valore del settore e l’esigenza di valorizzarlo adeguatamente. A Benevento la mobilitazione si concretizzerà attraverso la chiusura, venerdì 12 novembre, delle seguenti strutture: Hortus Conclusus, Teatro Comunale, Teatro De Simone, Palazzo Paolo V. L’obiettivo della protesta è denunciare il pressoché totale disimpegno statale nel garantire la sopravvivenza del settore, già da anni falcidiato dal progressivo rarefarsi delle risorse e degli investimenti. Nel prossimo anno il budget del Mibac, ministero per i Beni e le Attività Culturali, crollerà a 1,5 miliardi di euro, ormai circa lo 0,21% del bilancio statale, come dire che lo Stato spende 21 centesimi in cultura ogni 100 euro e, parametrato alla popolazione italiana equivale ad una spesa procapite di 25 euro. Cifre irrisorie per l’ampiezza e la complessità del nostro patrimonio e le esigenze di conservazione, valorizzazione e promozione cui bisognerebbe assolvere. “Una politica superficiale e miope –spiega l’assessore alla Cultura, Raffaele Del Vecchio – sta colpendo nel profondo il diritto dei cittadini alla cultura, l’accesso alla conoscenza e alla fruizione del nostro immenso patrimonio collettivo, che è alimento essenziale per il benessere e la crescita sociale ed economica della nostra comunità. Per questo il 12 novembre si chiuderanno le porte di alcuni dei luoghi simbolo della Cultura nella nostra città, per accendere i riflettori sui rischi che corre il settore”.

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