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San Giorgio la Molara: comunità festeggia i nuovi locali per la parrocchia

Scritto da il 9 dicembre 2010 alle 09:44 e archiviato sotto la voce Attualità, Società. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

“Colori, Sapori e Suoni…di Fine Autunno…!”, questo è il nome della manifestazione che fa da cerimonia di conclusione ai lavori di restauro che hanno interessato la sala parrocchiale sottostante il santuario della Madonna di Fatima di S. Giorgio la Molara. “Abbiamo iniziato i lavori intorno alla metà di ottobre e siamo riusciti a terminarli il giorno prima dell’inizio della manifestazione, che è iniziata il 4 dicembre e che si è conclusa martedì 7.” – ci spiega don Luigi Ulano, parroco del paese – “I lavori hanno interessato soprattutto la sistemazione del palco scenico teatrale presente nonché un accomodamento di tutta la sala e la realizzazione di un nuovo impianto elettrico e un adeguato impianto di diffusione audio. Ci tengo a precisare che i quanti si sono impegnati in quest’opera hanno svolto lavoro di volontariato e, infatti, l’incasso di queste serate di festa sarà interamente devoluto per coprire le spese dei materiali impiegati. La sala, infine, è stata intitolata a suor Leonia Milito, madre fondatrice dell’ordine delle Clarettiane, ordine al quale appartengono le sorelle che prestano opera presso questa parrocchia”. Di notevole interesse è stata la scoperta di un antico muro in pietra di notevole dimensione e fattura alle spalle del locale adibito a teatro e che ora funge da suggestiva parete di quinta del palco scenico. Palco che è stato inaugurato dalla compagnia teatrale “Perché no!” di Benevento che ieri sera ha intrattenuto gli intervenuti con due sketch tratti dal film del 1984: “Così parlò Bellavista”, scritto e diretto da Luciano De Crescenzo, autore anche del libro omonimo dal quale il film è tratto. Nelle prossime serate, musica, balli e proiezioni di film saranno fedelmente accompagnate da piatti tipici del periodo, quali caldarroste, bruschette con olio novello, arrosticini abruzzesi e così via, nonché da un grazioso mercatino del ricamo, opera delle sapienti mani appartenenti alla saggia femminilità locale.

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