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Calore esondato: Lipu a Amministrazione, rispettare proposte Puc area Pantano

Scritto da il 6 dicembre 2010 alle 09:59 e archiviato sotto la voce Ambiente, Attualità, Testata. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Venerdì scorso, dopo frequenti piogge, si è potuto assistere ad un altro spettacolo naturale a contrada Pantano, nel comune di Benevento, quando il fiume Calore ha ancora una volta esondato allagando la parte più bassa della piana fluviale. Questo fenomeno, insieme agli appantanamenti di acqua in alcune aree della contrada registratisi nei giorni scorsi, dimostra che il toponimo “Pantano” non è un caso. Ciò dovrebbe far riflettere sia la classe politica, sia gli studiosi del territorio e i tecnici, sia la popolazione sulla natura di quell’area al fine di preservarla come ambiente geo-naturalistico di pregio e contemporaneamente di impedire che vi siano danni agli immobili e rischi per le persone. In effetti la proposta di Piano Urbanistico Comunale (PUC) – che mostra luci e ombre quando tratta degli ambiti fluviali – già aveva trovato una soluzione soddisfacente definendo l’intera zona di Pantano come area del tipo E1 “territorio extraurbano oggetto della tutela e della valorizzazione mirata di primo grado”. Tali zone fanno parte dei corridoi ecologici dove vige l’inedificabilità dei suoli, anche se sono consentite piccole attività di trasformazione edilizia, favorendo “l’incentivazione delle pratiche agricole a basso impatto ambientale che conservino la struttura del territorio e i suoi elementi fondamentali (siepi, prati stabili, risorgive)”. In tali aree è previsto “il potenziamento naturalistico dell’ambiente esistente con una priorità relativa al mantenimento dei biotopi esistenti attraverso l’ampliamento del ruolo ecologico dei boschi con interventi che devono tendere al mantenimento o alla creazione di una elevata biodiversità ambientale”. Le Norme di Attuazione del PUC non prevedono però la mummificazione delle aree fluviali come quella di Pantano, ma anzi favoriscono un uso ecocompatibile del patrimonio agricolo, attraverso anche ricerche e sperimentazioni, oltre a promuovere il turismo naturalistico. Inoltre tra gli usi sostenibili di questi territori sono inserite le attività sportive e del tempo libero di limitato impatto, attività didattiche e attività scientifiche. Circa un anno fa, però, i rappresentanti dell’attuale Comitato di contrada Pantano – molto diverso e forse meno disponibile a discorsi ambientalisti rispetto alla prima dirigenza – hanno mostrato insofferenza verso tali indicazioni e hanno chiesto di incontrare gli Amministratori comunali al fine di modificare il contenuto del PUC sull’area che a loro interessa. Continuare a costruire a contrada Pantano significa non considerare la natura di quell’area e non porterà giovamento a chi vive in quei luoghi, anzi creerà disagi ad altra gente ancora. Ciò senza considerare l’aggravio economico sulle casse pubbliche – che dovrà sopportare l’intera Comunità – per azioni di emergenza e pagamento dei danni da calamità naturale.  Per tutto questo la LIPU invita i Consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, a fare in modo che le parti del PUC che sono a garanzia dell’ambiente e della sicurezza delle persone, quale quella riguardante contrada Pantano, non siano modificate, o che lo siano in meglio. Essi al contrario dovrebbero correggere quelle altre parti del Piano che invece vanno a stravolgere interessanti aree fluviali come quelle di Pezzapiana, di Crocella Pacchiana di fronte al Cimitero e di S. Angelo a Piesco, dove si prevede di costruire il depuratore in un’area alluvionale a ridosso del fiume Calore nella quale non sarebbe consentito.

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