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Controlli dei carabinieri ai videopker: nessuna anomalia

Scritto da il 1 dicembre 2010 alle 09:45 e archiviato sotto la voce Attualità, Cronaca. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

Il Comando Provinciale di Carabinieri di Benevento, a partire dallo scorso lunedì, ha predisposto una serie di controlli sui sistemi di gioco elettronici installati in esercizi commerciali della provincia e del capoluogo. sono stati 173 i locali visitati e 500 i sistemi di gioco controllati dai Militari delle 35 Stazioni Carabinieri impegante nel servzio; durante le attività i Carabinieri hanno verificato che tutti gli apparecchi fossero dotati dei requisiti di regolarità e sicurezza previsti dala normativa, che non vi fossero installati giochi proibiti, che le apparecchiature fossero regolarmente collegate in rete ai Monopoli di Stato e, soprattutto, che non vi fossero minori di 18 anni intenti a giocare. Al termine dei controlli non sono risultati apparecchi manomessi o non collegati alla rete; un apparecchio che non riunisce i requisiti di legge può essere molto insidioso per il giocatore che, ignaro, introduce il suo denaro in un sistema di gioco privo di alcun controllo e di alcuna garanzia, rischiando anche di perdere grosse somme di denaro. In molti casi però, il vero rischio non è il videopoker in sé, ma il giocatore stesso, infatti troppo spesso il “demone” del gioco diventa incontrollabile, inducendo chi ne resta sedotto a dilapidare interi patrimoni, soprattutto a scapito dei propri famigliari. Non a caso, per certi aspetti, il giocatore incallito viene considerato alla stregua di un assuntore di stupefacenti o di un alcolista, ovvero un soggetto che sviluppa una dipendenza dal gioco tanto forte da far passare tutto il resto in secondo pianpo, a volte anche la dignità, e, non a caso, esistono associazioni che, come per le persone che hanno sviluppato altri generi di dipandenza, tentano, con terapie di gruppo e programmi di recupero, di riabilitare i giocatori incalliti ad una vita normale. In questi casi, i primi campanelli d’allarme ad attivarsi sono quelli della famiglia, dal cui bilancio viene attinto il denaro per poter giocare e, spesso, sono proprio le mogli di uomini, lavoratori, impiegati e professionisti di tutti i generi e di tutte le estrazioni sociali, o madri di minori che avvertono il pericolo e si rivolgono alle forze dell’Ordine.

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