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direttore Antonio De Cristofaro

Bilancio di previsione, le proposte dell’UdC per far fronte alla crisi economica e sociale

Scritto da il 27 aprile 2009 alle 11:53 e archiviato sotto la voce Politica. Qualsiasi risposta puo´ essere seguita tramite RSS 2.0. Puoi rispondere o tracciare questa voce

La segreteria provinciale dell’UDC, anche a seguito di una fase di confronto condotta con le rappresentanze sindacali e le organizzazioni di volontariato cattolico e laico della provincia di Benevento, ha elaborato la seguente proposta politico–amministrativa che sottopone alla valutazione delle amministrazioni e dei partiti e dei gruppi consiliari presenti al Comune e all’Amministrazione Provinciale di Benevento.

L’UDC ritiene che in considerazione della grave crisi economica e sociale che la nostra provincia, così come il resto del paese, sta vivendo è necessario elaborare un’azione politico-amministrativa in grado di far fronte alle situazioni di maggiore disagio che si verranno a determinare sul nostro territorio.

In particolare si valuta opportuno, in considerazione del varo dei bilanci di previsione annuali e pluriennali, l’individuazioni di una serie di provvedimenti idonei a raggiungere l’obiettivo sopraindicato.

Nello specifico si propone l’istituzione di un fondo triennale per la disoccupazione. Tale fondo dovrà servire al finanziamento di una apposito assegno di solidarietà da concedere a favore di particolari categorie di lavoratori che dovessero perdere il lavoro nell’arco delle tre annualità considerate (2009-2011).

In particolare, considerato che l’ammontare del fondo non potrà essere in grado di soddisfare tutte le richieste che potrebbero essere avanzate, si propongono alcuni criteri, che potranno eventualmente essere recepiti da un regolamento che i due Enti dovranno elaborare, in grado di selezionare in modo oggettivo i soggetti beneficiari:
1. I lavoratori licenziati, per godere dell’assegno di solidarietà, non dovranno godere di altre forme di protezioni sociali;
2. Il lavoratore che dovesse essere licenziato nel corso del triennio considerato (2009-2011) per godere dell’assegno di solidarietà dovrà dimostrare che, dalla data del licenziamento, risulta essere assicurato in modo continuativo da almeno un anno;
3. L’assegno sarà erogato, in via prioritaria o esclusiva, ciò dipenderà dell’entità del fondo istituito dalle due amministrazioni, ai lavoratori che risultano essere capifamiglia e che all’interno del propri nucleo familiare non risultano esserci altri redditi;
4. La graduatoria tra gli aventi diritto dovrà tener conto del numero dei componenti il nucleo familiare, della presenza all’interno dello stesso di portatori di handicap, della presenza di minori, dell’eventuale presenza di anziani ultrasessantacinquenni.

Con i criteri sopraindicati, che come precisato costituisco solo una base di proposta, la misura di sostegno individuata (assegno di solidarietà) diventa, di fatto, un intervento a favore delle famiglie che più potrebbero ritrovarsi in difficoltà in questa fase di particolare crisi.
Se la proposta venisse accolta da entrambi gli Enti è evidente che i bandi che dovranno essere emessi per l’individuazione dei beneficiari, uno dovrà riguardare esclusivamente i cittadini della provincia e l’altro riguarderà i cittadini residente nel Comune Capoluogo.

Considerato che il fondo per la disoccupazione ipotizzato non potrà essere di particolare entità economica e onde favorire il maggior numero possibile di persone, si propone che lo stesso corrisponda ad un importo minimo annuo di 1.500,00 euro.

Tale importo potrebbe essere elevato a 2.000,00 euro annui nel caso in cui il soggetto beneficiario ha contratto un mutuo per l’acquisto della propria abitazione.

Oltre a questa misura di sostegno si potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di sgravare, totalmente o parzialmente, i soggetti beneficiari dal pagamento di alcune tariffe per servizi pubblici comunali (acqua, ticket per mense scolastiche, abbonamento per trasporto pubblico, ecc.).

Si propone anche di richiedere ai soggetti beneficiari degli interventi sopra esposti di corrispondere, al Comune e alla Provincia, delle ore di lavoro per attività socialmente rilevanti.

Oltre al fondo per la disoccupazione fin qui descritto per fronteggiare i gravi disagi che in questo particolare periodo si evidenzieranno si propone, in generale, un riduzione della spesa corrente in modo da destinare il maggior numero di risorse possibili alle politiche sociali dei due Enti.

In particolare si ritiene opportuno proporre un aumento degli stanziamenti a favore di tutte quelle misure a sostegno delle politiche abitative (fondo contributo affitto, fondo contributi sfratti, ecc.). Tale proposta nasce da una duplice considerazione, la prima è che le famiglie, anche quelle più dignitose, in una fase di recessione economica, non riuscendo a fronteggiare tutte le spese familiari, la prima spesa che inevitabilmente deve eludere è quella del fitto. La seconda considerazione è che, in casi di famiglie in condizione di disaggio, data una soluzione alla questione casa buona parte del disaggio è superato.

In particolare suggeriamo al Comune di Benevento, sotto questo profilo abbiamo riscontrato il più ampio consenso delle le parti sociali che abbiamo avuto modo d’incontrare, di varare per il prossimo triennio un vero e proprio piano case. L’Idea è quella di dar corso, in modo concreto, alla dismissione di tutto il patrimonio abitativo posseduto dall’Ente in modo tale che, con i ricavati di tale vendita, l’Ente possa costruire nuovi alloggi da destinare a famiglie bisognose della Città. E’ del tutto evidente che se tale proposta dovesse essere accolta dall’Amministrazione Comunale la stessa dovrà essere prevista in Bilancio con apposite poste in entrata e in uscita.
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